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Coronavirus italiano nella squadra che ne ha sequenziato il DNA. Il famoso virus ha finalmente un’identità biologica dato che è stato sequenziata la sua impronta genetica. 

Coronavirus Spallanzani
Coronavirus (Getty Images)

Il Coronavirus continua a destare enormi preoccupazioni. Il virus ha cambiato il mondo ed il modo di interagire. Come vi stiamo riportando ora dopo ora, le relazioni commerciali con la Cina stanno cambiando, con scambi ed acquisti ridotti al minimo. La comunità cinese in Italia sta anche vivendo episodi di razzismo causati dal terrore per il coronavirus e le associazioni per l’uguaglianza si sono attivate in tal senso per difendere chi isolato e trattato male.

Oggi però qualcosa è cambiato. Secondo le ultime notizie, infatti, il codice genetico del Coronavirus sarebbe stato sequenziato il laboratorio. Un passo davvero fondamentale che permetterà ai medici ed agli scienziati di accelerare il processo di ricerca per un vaccino che possa dare battaglia al patogeno originario di Wuhan.

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Coronavirus, italiano nel team che ne ha trovato il DNA

Cina, si intensificano i controlli dopo il virus (Getty Images)

Tra l’equipe che ha scoperto come sequenziare il dna del coronavirus c’è anche un italiano. Il suo nome è Domenico Benvenuto ed è uno studente campano, precisamente di Salerno. Proprio lui ha parlato di quanto fatto in laboratorio insieme ad una squadra di specialisti internazionali, ai microfoni di RAI 3. Di seguito le dichiarazioni dell’italiano:

“Abbiamo subito capito che c’erano risultati molto promettenti la sera stessa in cui ho cominciato le analisi. Abbiamo trovato la correlazione tra alcune sequenze del corona virus del pipistrello con la nuova sequenza del coronavirus. Le analisi ci hanno permesso di capire quali fossero le mutazioni genetiche che hanno permesso il passaggio del virus dal pipistrello all’uomo e successivamente abbiamo ricostruito la proteina tridimensionalmente al computer. Il lavoro non finisce qui, ma sta proseguendo attraverso le analisi di nuovi dati. In pratica stiamo cercando di identificare meglio la struttura specifica che consentirà di poter sviluppare, eventualmente, un vaccino o di trovare farmaci già esistenti capaci di disattivare il virus”. 

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