Brexit: cosa cambia da domani per persone, commercio e lavoro

Brexit, dal 1° febbraio 2020 la Gran Bretagna è ufficialmete fuori dall’Unione Europea anche se per i prossimi 11 mesi i cambiamenti saranno relativi.

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Da mezzanotte la Brexit è una realtà (Getty Images)

Brexit, scatta l’ora X e tutta l’Europa si prepara anche se l’attenzioen in queste ore è concentrata soprattutto sul coronavirus. In effetti il divorzio ufficiale scatterà il 31 dicembre 2020, ma i prossimi undici mesi saranno di separazione reale. E al di là dei numeri (circa 66 milioni di persone in meno per l’UE) contano di più i fatti.

Molto cambierà ad esempio per le persone che entrano in Gran Bretagna, come turisti e come migranti. Rispetto a questi ultimi, tutti quelli che saranno registrati fino al 30 giugno 2021 potranno mantenere  gli attuali diritti nei Paesi di accoglienza. In seguito non più ché per entrare servirà obbligatoriamente il passaporto.

Nulla cambierà per i turisti, anche quelli italiani, fino al 31 dicembre prossimo. Ci sarà ancora libera circolazione delle persone tra l’Unione Europea e il Regno Unito. Un viaggio per vacanze o soste comuqnue di breve durata non necessiterà di visto e per entrare basterà la carta d’identità valida per l’espatrio. Dal 1° gennaio 2021 invece cambia tutto e sarà necessario il visto per viaggi di piacere, viaggi di affari, o anche per ricevere cure mediche private. I costi non sono ancora stati comunicati

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Boris Johnson Brexit
Il premier britannico Boris Johnson (Getty Images)

La Brexit andrà ad incidere in maniera importante sui rapporti commerciali. Anche qui fino al termine di dicembre rimarrà tutto come adesso visto che su dogane e commercio la Gran Bretagna continuerà ad applicare le regole europee. In questi mes ile due parti lavoreranno per un accordo sul libero scambi, considerando comunque la Gran Bretagna un partner privilegiato. Questo significherebbe eliminare pesanti dazi doganali.

I risvolti della Brexit però rischiano di pesare molto anche sul mondo del lavoro. La Gran Bretagna, in particolare l’Inghilterra, mai come negli ultimi anni sono stati meta di migrazione da parte in particolare di giovani italiani. Molti di loro temevano che già dal 1° febbraio 2020 il rischio fosse quello dell’espulsione ma così non sarà. Però tutti dovranno essere registrati su una piattaforma statale, il ‘Settlement Scheme’, per mantenere il diritto ad ottenere il permesso di residenza.

Circa l’80% delle richieste di residenza presentate negli ultimi tempi, tanto provvisoria quanto permanente, sono già state approvate. Ma prossimamente potrebbe essere più difficile fare quel passo, specie se il governo darà una stretta alla manodopera non specializzata. Tutti temi comunque che saranno ridiscussi nelle prossime settimane. Intanto a Londra, e non solo, c’è un solco tra chi festeggia e chi rimpiange.

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Brexit, la Gran Bretagna si prepara (Getty Images)