Lavoro, calano i posti fissi a dicembre: -75mila occupati, è record !

Continuano a calare i posti di lavoro in Italia. Secondo una statistica Istat, nel mese di dicembre sarebbero stati ben 75mila i posti occupati in meno.

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Scende il dato sui posti di lavoro (via Pixabay)

Durante l’ultimo mese dello scorso anno, si parlò tantissimo di Manovra 2020. Tra chi voleva meno tasse e chi invece le voleva imporre anche sulle merendine, nessuno si è preccupato di prevedere agli impieghi degli italiani.

Infatti in Italia il tasso di disoccupazione, specie quella giovanile, è molto alto e sarebbe stato necessario un provvedimento per integrare nel mondo del lavoro in primis i giovani. Questo non è avvenuto, anzi è accaduto il contrario.

Secondo un dato Istat sarebbe addirittura diminuito il numero dei lavoratori in Italia, con un dato che fa gridare al record (negativo). Andiamo quindi a vedere cosa testimonia l’ultima ricerca dell’Istituto Nazionale di Statistica.

Lavoro, per l’Istat è record negatico: diminuiscono i “posti fissi”

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Per l’Istat si tocca il record negativo (via Pixabay)

Così il 2020 si apre con un dato preoccupante, infatti tornano a calare il numero di occupati. Infatti solamente nel mese dicembre, è stato registrato un calo di ben 75.000 occupati in meno.

A rilevarlo, come sempre, ci ha pensato l’Istituto Nazionale di Statistica (Istat), indicando il terribile crollo nel mondo del lavoro italiano. Un dato che supera addirittura quello di Febbraio 2016 quando l’Italia era in piena crisi.

Nonostante ciò, il tasso di disoccupazione risulta comunque stabile al 9,8%, come anche il tasso di disoccupazione giovanile bloccato al 28,9%. Scende invece il tasso di occupazione, che arriva ad un misero 59,2%.

Diminuiscono principalmente i lavoratori dipendenti permanenti, meglio conosciuti come coloro dal “posto fisso”. Ma calano al tempo stesso anche gli indipendenti, con meno 16mila occupati.

Invece cresce il numero di dipendenti a termine, con un aumento di 17 mila posti occupati. Questo però non è un dato confortante, visto che i dipendenti a termine sono i cosidetti precari, che hanno raggiunto un numero da record alla fine del 2019.

L.P.

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