Whatsapp la legge si schiera: “I genitori sorveglino i figli”

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Whatsapp, la legge dichiara che i genitori devono sorvegliare i figli. Una sentenza incredibile da parte del tribunale che potrebbe cambiare la storia. 

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Chi deve sorvegliare i propri bambini? I genitori, ovviamente. Ma cosa succede quando si parla di bambini on line? Ecco che le cose diventano assai più complicate e la possibilità si errori sono dietro l’angolo. Per moltissimi genitori è impossibile controllare i propri figli per una lunga serie di motivi. Prima di tutto è complesso approcciare alla loro vita online ed al modo che hanno di essere anche cittadini del web. C’è inoltre da riflettere anche sul digital devide. In moltissimi non sanno usare le tecnologie e per questo per loro è impossibile cercare di comprendere come controllare i propri figli e come seguirli online. Le strumentazioni tecnologiche sono complesse da approcciare e per questo è difficile comprendere come sorvegliare i più piccoli e difenderli dai pericoli del web.

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Whatsapp la legge si schiera: “I genitori sorveglino i figli”

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Secondo la legge, però, sono comunque i genitori a dover sorvegliare i più piccini. Il tribunale di Caltanissetta, dopo un caso di moleste ad una compagna perpetrata su Whastapp da alcuni minorenni, ha deciso che è compito dei genitori sorvegliare i propri figli.

“Gli obblighi inerenti la responsabilità genitoriale impongono non solo il dovere di impartire al minore una adeguata educazione all’utilizzo dei mezzi di comunicazione ma anche di compiere un’attività vigilanza sul minore per quanto concerne il suddetto utilizzo; l’educazione si pone, infatti, in funzione strumentale rispetto alla tutela dei minori al fine di prevenire che questi ultimi siano vittime dell’abuso di internet da parte di terzi. Il dovere di vigilanza dei genitori deve sostanziarsi in una limitazione sia quantitativa che qualitativa di quell’accesso, al fine di evitare che quel potente mezzo fortemente relazionale e divulgativo possa essere utilizzato in modo non adeguato da parte dei minori”.

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