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Giornalisti Pubblicisti. Dal 1 aprile entreranno in vigore le nuove norme per l’accesso alla professione giornalistica. Cosa cambia per chi vuole conseguire l’agognato tesserino

Giornalisti Pubblicisti (foto Pixabay)

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti ha approvato a larga maggioranza il provvedimento inerente l’ “Integrazione delle Linee Guida per aspiranti giornalisti” che, di fatto, cambia totalmente criteri e regole per l’accesso alla professione, in particolare per quanto attiene alla categoria dei Pubblicisti.

Il provvedimento si pone l’obiettivo di migliorare la profilazione professionale degli aspiranti giornalisti attraverso un percorso di formazione articolato in più tappe che elimina il riconoscimento formale dell’attività giornalistica a posteriori, fattispecie che regola, al momento, il conseguimento del tesserino da pubblicista, propedeutico a un eventuale percorso da Professionista.

Registro dei Pubblicisti e Corsi di formazione

La novità principale della riforma riguarda l’introduzione, dal 1 aprile 2020, di un Registro degli aspiranti pubblicisti. Ad esso devono iscriversi tutti coloro che vogliono intraprendere il percorso di iscrizione all’ordine.

L’iscrizione comporta la comunicazione all’ordine regionale di appartenenza di una dichiarazione di inizio attività con indicazioni della testata o delle testate giornalistiche per le quali l’aspirante candidato sta redigendo articoli.

All’iscrizione sul registro seguirà anche l’obbligo di frequenza di corsi di formazione professionale organizzati dall’Ordine o da altri enti che devono portare al conseguimento di 20 crediti formativi.

Benché l’entrata in vigore della nuova disciplina è prevista dal 1 aprile 2020, dovranno iscriversi al registro dei Pubblicisti anche coloro che hanno iniziato il percorso di accesso all’ordine a partire dal 1 gennaio 2019. Saranno esentati invece gli aspiranti giornalisti che hanno avviato la loro attività in un periodo antecedente al 1 gennaio 2019.

Tutte le novità sul cambiamento delle modalità di accesso si possono trovare consultando i siti web dei singoli ordini regionali sui quali sarà spiegata anche la durata prevista per l’attività intrapresa e gli eventuali costi da sostenere.

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