Torino, gesto antisemita nel Giorno della Memoria: “Crepa sporca ebrea”

Torino, inqualificabile gesto antisemita nel Giorno della Memoria: “Crepa sporca ebrea” scritto sul muro della casa di un’anziana partigiana

Liliana Segre
Torino, scritta antisemita nel Giorno della Memoria: “Crepa sporca ebrea” (Foto: Getty)

Non c’è limite all’indecenza anche in una data sacra come il Giorno della Memoria. Ieri per l’occasione, a Torino, è stata fatta una scritta ignobile sul muro di un cortile della casa di un’anziana partigiana. La donna, preoccupata ha chiamato la Digos per denunciare l’occasione. Queste le sue dichiarazioni: “Non ho mai fatto mistero delle mie origini, non mi sono mai vergognata della mia tradizione e non ne vedo il motivo nemmeno ora“. Poi aggiunge: “Questo non è il primo caso di atti vandalici del genere e sono molto preoccupata per l’escalation. L’importante e che nelle scuole vengano educati i ragazzi per fargli capire l’orrore della storia. Quando accadono fatti del genere fa molto male, un grande dolore“.

Torino non è nuova purtroppo a casi del genere. In passato si era registrato un episodio a Mondovì, ora questa scritta in corso Casale. L’anziana signora di origini ebraiche, è la figlia di una staffetta partigiana. La signora Maria ha denunciato tutto alla Polizia che sta indagando sull’accaduto.

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Torino, scritta antisemita nel Giorno della Memoria: “Crepa sporca ebrea”

Scritta antisemita Torino
Torino, scritta antisemita nel Giorno della Memoria: “Crepa sporca ebrea” (Foto: Facebook)

A commentare la vicenda ci ha pensato anche il sindaco del capoluogo piemontese, Chiara Appendino. Su Facebook ha condiviso un post a commento della foto: “75 anni fa finiva l’orrore dello sterminio ebraico. Oggi, esattamente nella stessa data, un muro della nostra Città viene sfregiato da scritte antisemite.
Ma sapete qual è la differenza? Che la storia si ripete due volte, la prima in tragedia, la seconda in farsa.
E mentre la Città cancellerà quelle scritte, voi continuerete ad affogare nella vostra ignoranza e nel vostro anonimato. Finché le Forze dell’Ordine non vi troveranno, s’intende“.

Purtroppo il tutto si somma ad un altro episodio altrettanto grave e che riguarda ancora una volta Liliana Segre. La senatrice di origine ebraica, insieme al direttore di Repubblica Carlo Verdelli e al giornalista Paolo Berizzi, sono stati insultati su Twitter da un account fake.

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