Giorno della Memoria, perché si celebra questa ricorrenza

Oggi 27 gennaio è il Giorno della Memoria, ricorrenza nata per celebrare le vittime dell’Olocausto e per combattere la discriminazione dell’uomo verso l’altro

Giorno della Memoria
Giorno della Memoria

Il Giorno della Memoria è una ricorrenza annuale celebrata il 27 gennaio per ricordare le vittime dell’Olocausto. La data è stata scelta nell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1° novembre 2005 durante la 42esima riunione plenaria. Si è scelta la data di oggi perché nello stesso giorno dell’anno 1945, le truppe dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz.

Giorno della memoria, la storia dell’Olocausto

L’Olocausto, in ebraico Shoah, è stato un genocidio attuato dalla Germania nazista nel corso della Seconda Guerra Mondiale e fino al 1945. Oltre agli ebrei, sono stati perseguitati anche prigionieri di guerra sovietici, oppositori politici, massoni, minoranze etniche come rom, sinti e jenisch, gruppi religiosi come testimoni di Geova e pentecostali, omosessuali e portatori di handicap mentali o fisici. Il terribile simbolo di questa macchia nera sulla storia dell’umanità sono stati i campi di concentramento di Auschwitz in Polonia. Le stime parlano di circa 15 milioni di vittime complessive per causa dell’Olocausto.

Questa commemorazione, però, vuole concentrarsi non solo sul passato ma anche su presente e futuro e sulle piccole discriminazioni tutt’ora presenti. Pochi sono i testimoni ormai rimasti, ma la loro voce è ancora forte nel ricordare e sensibilizzare sulla questione. Liliana Segre, sopravvissuta al lager e senatrice a vita dal 18 gennaio del 2019, è una delle testimoni più famose.

Vi lasciamo tre dei più importanti aforismi di deportati finiti nella storia per aiutarvi a capire in poche parole ciò che è significato l’Olocausto:

“Le azioni erano mostruose, ma chi le fece era pressoché normale, non aveva nulla né di demoniaco né e né di mostruoso”.
(Hannah Arendt)

“La verità è tanto più difficile da sentire quanto più a lungo la si è taciuta”.
(Anna Frank)

“Ricordare è un dovere: essi non vogliono dimenticare, e soprattutto non vogliono che il mondo dimentichi, perché hanno capito che la loro esperienza non è stata priva di senso, e che i Lager non sono stati un incidente, un imprevisto della Storia”.
(Primo Levi)

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