Spoleto e Norcia, troppi peccatori sull’altare: bando ai padrini

Decisione innovativa per la diocesi di Spoleto e Norcia. Arriva il disco rosso a padrini e madrine delle cresime, troppi peccatori.

Spoleto
L’arcivescovo Renato Boccardo (via WebSource)

Novità assoluta in Umbria, per le diocesi di Spoleto e Norcia. Infatti arriva il disco rosso per i troppi peccatori sull’altare, riferito soprattutto a padrini e madrine delle cresime.

Una decisione sorprendente quella della diocesi dei due comuni umbri, presa dal presidente dell’associazione vescovi, Renato Boccardo. E’ stato proprio lui a firmare il decreto per approvare tale decisione che prevede la sospensione per tre anni per le figure di madrine e padrini delle cresime.

Una novità non passata di certo inosservata. Anche se i due comuni umbri non sono i primi a prendere tale provvedimento. Infatti una decisione del genere, era stata già presa a a San Martino in Trignano. Qui don Gianfranco Formenton, da tempo sperimenta  questga formula, preferendo alle due figure di madrine e padrini, quella di catechisti o parroci.

Spoleto e Norcia, un ritorno al passato

Spoleto
In foto l’arcivescovo Renato Boccardo (via WebSource)

La novità approvata in Umbria anche da Boccardo, arriva in seguito al compimento del primo percorso di catechesi presente nel documento del 14 settembre 2017.

Il provvedimento prevede la cresima in Duomo ogni Sabato e la Prima Comunione di domenica nella parrocchia di appartenenza. Con l’approvazione del decreto, l’arcivescovo mette al bando ogni ipocrisia, affermando: “La situazione familiare complessa o irregolare di tante persone proposte per assolvere questo compito rende la questione ancora più delicata“.

Con l’abolizione di madrine e padrini, i parroci non dovranno più respingere le candidature di separati, divorziati, conviventi o perfino di miscredenti.

De provvedimento del settembre 2017, Boccardo per ora sceglie la linea più leggere, riportando in auge la figura di catechista e parroco, evidenziando il cambiamento nell’ambiente socio-ecclesiale. Così la chiesa si tutela, scegliendo figure più consone a svolgere un ruolo efficace e credibile, proprio per trasmettere il messaggio della fede come testimonianza della vita.

L.P.

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