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Le Partita Iva ancora una volta sono state pesantemente penalizzate dall’ultima manovra del governo. Dalla Puglia è partita un’iniziativa di protesta.

Partite Iva tasse
Partite Iva all’attacco del governo (Foto Pixabay)

Partite Iva sul piede di guerra contro il governo. Sempre più penalizzate, sempre più spremute, sempre più nell’impossibilità di lavorare senza rimetterci. Così dalla Puglia è partita l’idea di un Movimento apolitico che è stato subito ribattezzato ‘Partite Iva insieme per cambiare‘.

Intanto c’è un gruppo su Facebook che conta oltre 170mila iscritti. Ma ci sono anche sette professionisti pugliesi raccolti attorno a Giuseppe ‘Pino’ Palmisano, titolare di un negozio a Monopoli, che stanno gettando le basi per il futuro. Un modo per dare una risposta ai tantissimi commercianti e artigiani, lavoratori autonomi e imprenditori che devono lottare contro quanto previsto dal governo per il 2020.

Un report di Unimpresa conferma che nel nostro Paese la pressione fiscale è più alta rispetto a tutte le altre nazioni europee, con il caricoche viaggia oltre il 64% del fatturato. Il direttivo del gruppo, formato da diversi professinisti nel loro campo, ha redatto un decalogo di elementi da sviluppare per proporre rimedi concreti. Come la riduzione della spesa pubblica e sprechi. Ma anche la riduzione del prelievo fiscale e contributivo, l’abolizione degli studi di settore, la protezione del reddito in caso di malattie. Inoltre l’applicazione di imposte uguali in tutti i Paesi europei, la riduzione aliquota, l’innalzamento del limite contanti e abolizione obbligo del pos.

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Legge di bilancio 2020, le novità che non piacciono alle Partita Iva italiane

Giuseppe Conte Partite Iva
Giuseppe Conte nel mirino delle Partite Iva (Getty)

Ma in concreto cosa prevede la legge di bilancio 2020? Sono stati introdotti nuovi requisiti di accesso al regime forfettario, che devono necessariamente essere posseduti l’anno precedente all’applicazione del regime. Tra questi il fatto di non aver percepito redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli dì lavoro dipendente superiori all’importo di 30 mila euro.

Con il regime forfettario oggi chi non supera la soglia di 65.000 euro di volumi d’affari estingue il proprio debito con il fisco con una percentuale del 15%. E questa scende al 5% in caso di primi cinque anni di attività. Ma la legge di bilancio per il 2020 ha anche introdotto un limite di 20mila euro relativo alle spese per dipendenti e collaboratori.

Inoltre non saranno più cumulabili redditi di lavoro dipendente, pensione e assimilati con un valore superiore a 30 mila euro. Tutte novità che hanno messo in allarme i possessori di Partita Iva. Più che agevolazioni appaiono come imposizioni e ilrischio è che molti chiudano.