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Pietro Anastasi, a poche ore dalla morte è emersa una realtà ancora più dolorosa sulla fine del campione siciliano. A raccontare tuitto è stato il figlio.

Pietro Anastasi morto
Pietro Anastasi si è spento a 71 anni (Wikimedia Commons)

Pietro Anastasi è morto e il calcio lo piange in attesa di dargli l’ultimo saluto lunedì prossimo a Varese, dove viveva. Ma a poche ore dalla notizia, emerge una verità ancora più doìorosa. Come altri colleghi calciatori, anche l’ex juventino e interista negli ultimi anni si era ammalato di SLA.

Lo ha confessato oggi il figlio, intervistato dall’Ansa. Un racconto sincero e commosso: tre anni fa Anastasi era stato operato per rimuovere un tumore all’intestino. E allora, dopo accurati esami medici, era stata diagnosticata la sclerosi laterale amiotrofica anche se in realtà la famiglia aveva preferito non dirglielo.

Tutto era cominciato con alcuni dolori al braccio e alla gamba che non potevano essere dovuto al tumore all’intestino. Così, con esami specific, era stata diagnosticata la SLA. Quando la situazione è diventata insostenibile, allora la sua famiglia gli ha detto tutto. E lui ha affrontato la malatia con coraggio, fino all’ultimo. Poi giovedì sera,  ricoverato all’ ospedale di Circolo di Varese, ha chiesto la sedazione assistita “per poter morire serenamente”.

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Il mondo del calcio ricorda Anastasi, campione anche di umanità

Dino Zoff Pietro Anastasi morto
Dino Zoff ha giocato con Anastasi anche in Nazionale (Getty Images)

A poche ore dalla morte, Pietro Anastasi è stato ricordato da chi lo conosceva bene. Come Sandro Mazzola: “Eravamo molto amici con Pietruzzu, abbiamo giocato assieme nell’Inter ma anche lungo in Nazionale. Ci sentivamo spesso, era un ragazzo molto simpatico. Tecnicamente era rapido, eccezionale in area di rigore”.

Anche Dino Zoff lo ha voltuto ricordare, dopo aver giocato insieme a lui sia nella Juventus che in Nazionale: “Abbiamo giocato tanti anni assieme vincendo anche l’Europeo del 1968. Era un ragazzo splendido, mi spiace molto per questa notizia. Era un campione amato e apprezzato da tutti i tifosi”.

Luciano Spinosi ne ha parlato a Radio Sportiva: “Pietro aiutava tutti, si dava da fare. Era un grande giocatore, un grande amico e un grande uomo. Segnava sempre, dovevamo soltanto dargli il pallone. A noi più giovani durante la settimana ci invitava sempre a casa”. E Alessandro ‘Spillo’ Altobelli: “Ho avuto il piacere e l’onore di giocare con lui nel 1977/78 nell’Inter di Bersellini, Facchetti, Mazzola diventato dirigente,è stato un esempio di lealtà e professionalità. R.I.P. PIETRUZZO!!!!”.