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L’Agenzia delle Entrate mette le proprie mani su Facebook, Instagram e Twitter. Scopriamo chi rischia di finire nel mirino del Fisco in questo 2020.

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Controlli agenzie delle entrate sui social, chi rischia (via Pixabay)

Con la nuova Legge di Bilancio 2020, si infittiscono anche i controlli sui social network. Infatti già in passato, l’Agenzia delle Entrate aveva avuto problemi a controllare i big dei Social, parliamo di influencer e figure note sul web.

Sempre di più le persone che pubblicizzano sul proprio canale social alcuni prodotti, ignorando le tasse da pagare. Così entrano in ballo nuovi algoritmi, che serviranno a controllare i social media alla ricerca di imbrogli fiscali. Tutto ciò succede in Francia, ed ha comunicare il provvedimento ci ha pensato il ministro dei Conti pubblici, Gèrald Darmanin, proprio su Twitter.

Con il nuovo provvedimento, i funzionari doganali potranno letteralmente spiare profili, post e foto degli utenti. Un provvedimento duro ed invasivo, che fortunatamente non riguarda l’Italia.

Fisco, ecco chi rischia con i controlli dell’Agenzia delle Entrate

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Fisco, arrivano i controlli sui social network (via Pixabay)

Il primo a dare delucidazioni su questa nuova legge, è stato proprio il ministro Gèrald Darmanin, che in un’intervista a Le Figaro ha affermato: “Se dici che non sei residente fiscale in Francia ma continui a pubblicare foto su Instagram dalla Francia, potrebbe esserci un problema“.

Ma la legge di Darmanin ha destato non poche preoccupazioni nel popolo francese, che vede una violentà violazione della privacy. Non solo il popolo, ma anche l’autorità francese per la protezione dei dati, ha storto il naso di fronte alla notizia.

Infatti anche il Tribunale ha riconosciuto che privacy e la libertà di espressione degli utenti sui social potevano essere compromesse. Poi ha continuato dichiarando che le autorità dovrebbero garantire il trattamento solamente dei post pubblici degli utenti sui vari social.

In Italia questo non è nulla di nuovo, visto che un provvedimento del genere è in atto dal 28 aprile 2016. Inoltre tutti i controlli del caso sono svolti dalla Guardia di Finanza, non solo per i casi di evasione ma anche per alcune cause di divorzio.

L.P.

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