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Aborto negli Usa, il 2020 si annuncia come un anno di grandi battaglie non solo in vista delle Presidenziali. Il Paese sul tema è già diviso.

Donald Trump aborto
Donald Trump guida il partito dei contrari all’aborto (via Getty Images)

Aborto, il 2020 negli Usa è cominciato con un documento che segna anche ua svolta. L’hanno firmato 205 parlamentari repubblicani ma anche 2 democratici del Congresso. Nel testo si invita la Corte Suprema a riconsiderare la storica sentenza della “Roe vs Wade”, quella che nel 1973 ha di fatto legalizzato l’aborto nel Paese.

Una parte della politica statunitense continua a ritenere l’interruzione della gravidanza come un diritto costituzionale. Ma al tempo stesso sta crescendo il partito del no. Lo dimostra il fatto che nel 2019 le cliniche autorizzate all’aborto legale sono scese di 25 unità. Un risultato salutato con entusiasmo dal Movimento Pro-Vita e che è in linea con quanto deciso da alcuni singoli Stati.

Negli ultimi mesi infatti ci sono stati due passaggi epocali: in giugno il dipartimento alla sanità del Missouri non aveva rinnovato la licenza all’unica clinica rimasta. Di fatto aveva così camncellato la possibilità, almeno sul suo territorio, di praticare l’aborto legale diventando il primo stato senza cliniche ad hoc dal 1973

E poco prima l’Alabama aveva vietato l’aborto approvando una legge che lo impedisce anhe in caso di stupro o di incesto. L’unica eccezione contemplata, è un serio rischio per la vita della futura mamma. Per i medici trasgressori, il rischio è di una pena fino a 99 anni di carcere.

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Leggi anti aborto legale negli Usa, il dibattito diventa infuocato

Aborto leggi Usa
Aborto, negli Usa il dibattito è aperto (foto Pixabay)

Ma non è la prima volta nell’ultimo decennio che il dibattito sull’aborto negli Usa raggiunge picchi clamorosi. Nell’autunno del 2012, ad esempio, aveva chiuso dopo 22 anni la clinica per aborti più antica e più grande di New York. La Sunset Park aveva deciso di non prarticarli più, ma dedicarsi solo a cure chirurgiche ambulatoriali.

Una vittoria dei manifestanti cattolici perché da lì erano passate moltissime donne che avevano rinunciato alla vita. All’epoca monsignor Reilly aveva stimato che forse più di 250mila bambini non anti avessero perso la vita in quella clinica. E la sua chiusura era stata salutata come un successo clamoroso dai movimenti per la vita.

Oggi il dibattito si sposta in Parlamento e sarà uno dei temi caldi anche delle prossime Presidenziali.  I sostenitori dell’aborto legale hanno già lanciato l’allarme. Come Ilyse Hogue, presidente di NARAL Pro-Choice America che parla di minacce alla libertà individuale: ” Stanno puntando ad annullare la sentenza Roe, criminalizzare l’aborto e punire le donne. Se prima non era chiaro il motivo per cui abbiamo combattuto con tutte le nostre forze per fermare la nomina di Brett Kavanaugh alla Corte Suprema, ora dovrebbe essere evidente”.