Andrea Vettori, l’uomo che comprò una Ferrari mentre veniva deriso dai venditori

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Una storia fantastica ci arriva dalla Toscana. Andrea Vettori ha comprato una Ferrari nuova pur non avendo la patente, dopo aver ereditato una fortuna

Andrea Vettori, 57 anni e mai avuto bisogno della patente nella vita. Eppure eredita una fortuna e la prima cosa che fa qual è? Compra un’automobile! Ok, in realtà una Ferrari NON è soltanto un’auto, ma converrete con noi che comprarla senza patente è una scelta un po’ fine a se stessa. Ma la storia di Andrea è una storia particolare, di un uomo che per 57 anni ha vissuto con poche centinaia di euro e all’improvviso si è ritrovato ricco sfondato, grazie ad un’eredità inaspettata. La vicenda di Vettori è stata raccontata per la prima volta nel marzo di 2 anni fa dal giornale ‘BisenzioSette’, poi è stata ripresa da testate anche nazionali, come ad esempio il ‘Corriere’ che è andato anche ad intervistarlo.

Viveva con 300 euro al mese e una pensione da invalido civile, a Sassetta (provincia di Prato, ndr) facendo il contadino. Poi improvvisamente suo zio, Giuseppe Balestri, passa a miglior vita e gli regala un sogno. Case, orti, boschi, castagneti e un conto in banca enorme. Tutto ereditato. Andrea Vettori diventa milionario e decide, come primo sfizio, di regalarsi una Ferrari. Peccato che non aveva mai preso la patente e che quindi la fiammante è rimasta in garage a prendere polvere.

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Andrea Vettori: “Ero un ‘taccagno’, ora ho la Ferrari”

Andrea Vettori Ferrari
Andrea Vettori (fonte: Corriere della Sera)

Molto interessante l’intervista che Andrea Vettori rilasciò al ‘Corriere della Sera’ dopo che la sua vita era cambiata, un’intervista nella quale raccontò tutta al sua vicenda. Non c’è solo la Ferrari, ma una vita che cambia completamente, che diventa un’altra vita. Quella che né Andrea né molti altri di noi avrebbero mai potuto immaginare. Tanto che, dopo aver assaporato la ricchezza, è tornato nell’orto a “lavorare come un mulo”. Tutta da raccontare, la storia. Come quando è entrato in concessionaria per comprare la Ferrari. “Prima mi hanno preso in giro, mi hanno detto che la porta del bar era quella accanto. Per fargli capire che facevo sul serio sono tornato lì col mio avvocato. A quel punto mille scuse e mille inchini. Mi hanno offerto la Coca Cola e il succo di frutta”.

Sembra un film, ma non lo è. “Ero un ‘taccagno’ – raccontava Vettori al ‘Corriere’ – ero abituato a dover risparmiare su tutto e quindi ora anche quando vado a fare la spesa alla Coop sto attento a tutto. Pensate, quando sono andato a comprare la Ferrari avevo in mano una bottiglia d’acqua di Sasseta portata da casa. Mi è venuto spontaneo”.

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Quanto ha ereditato Andrea Vettori: “Non ve lo dirò mai!”

Ma quanto ha ereditato Andrea Vettori? “Non me lo chiedete, brutti ciaccioni, perché non ve lo dirò mai!”. Va bello deciso, determinato a non farsi “scoprire”. Anche perché già i compaesani lo guardano in modo diverso, quasi a voler approfittare di lui, che però si guarda bene dal farsi buggerare: “Mica sono grullo io”. Inizialmente la sua vita è cambiata poco, il primo pensiero è stato sistemare casa. Poi in cantiere c’era un bel viaggio, magari per conoscere qualche pilota della Ferrari per realizzare il suo sogno da bambino. “Ero un appassionato, sognavo di correre in Formula 1, il mio idolo era Niki Lauda“. Chissà se è riuscito a conoscerlo prima che l’indimenticato pilota della Rossa ci lasciasse prematuramente.

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