Codice rosso per coppia gay: arrestato l’uomo che picchiava il marito

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Scatta il codice rosso per una coppia gay di Milano. Arrestato l’uomo che picchiava violentemente il marito. Era la quarta aggressione in un anno.

Codice Rosso
Codice Rosso ad una coppia gay, arrestato un uomo (via Pixabay)

Una coppia nata nelle carceri milanesi, ma l’amore tra i due è spesso sfociato in violenze. Botte, maltrattamenti dettate dalla gelosia, ed ancora liti ed urla che preoccupavano i vicini. Sembrerebbe una coppia difficoltosa qualunque ed invece qui parliamo di due mariti.

Per uno dei due è scattato il provvedimento delle forze dell’ordine, che lo hanno incarcerato, con l’accusa di maltrattamenti domestici. Ad allertare i vicini ci hanno pensato i vicini di casa, che hanno assistito all’ultima di una lunga serie di liti.

Entrati in casa, gli agenti hanno trovato una scena agghiacciante, con una casa messa sotto sopra ed un uomo dolorante sul pavimento. Visti i segni delle botte sulle braccia, gli agenti hanno deciso di arrestare il marito, facendo scattare il codice rosso.

Codice Rosso, la versione dell’aggressore

Codice Rosso
Arrestato l’uomo violento (via Getty Images)

La relazione tra i due non era mai stata serena. I due uomini si erano sposati in carcere, dove risiedevano per crimini contro il patrimonio.

Usciti dalle celle i due avevano deciso di convivere, una scelta più che sbagliata per uno dei due. infatti i litigi si trasformavano in violenze, tra schiaffi e percosse. L’aggressore, geloso, arrivava a chiudere in casa il marito quando usciva, così la vittima decise di tornare dai suoi cari in Puglia.

Ma al ritorno nella terra di origine, iniziarono le chiamate per farlo tornare a casa. Ad ottobre così tornarono insieme, ma dopo una breve tregua, iniziarono di nuovo le percosse e le violenze, fino all’arrivo.

Eppure davanti al giudice, l’aggressore si è giustificato affermando: “Era un eroinomane autolesionista, e poi ha continuato dicharando di “aver avviato le pratiche di separazione“.

Le giustificazioni però non sono bastate per la Gup, Giusi Barbara, che ha trovato inaccettabile il comportamento dell’uomo.

L.P.

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