Checco Zalone presenta Tolo Tolo: la frecciata ai politici italiani

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Checco Zalone dal 1° gennaio 2020 sarà in tutte le sale con ‘Tolo Tolo’. Sarà razzista o buonista? Dopo l’anteprima il dubbio rimane.

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Checco Zalone torna al cinema con Tolo Tolo (Instagram)

Checco Zalone torna al cinema e cresce l’attesa per Tolo Tolo che uscirà in tutte le sale dal 1° gennaio 2020. per la prima volta all’tpore pugliese firma anche la regia, dopo aver rotto il sodalizio con Gennaro Nunziante. Ma al suo fianco c’è Paolo Virzì, che ha ideato il soggetto e scritto la sceneggiatura.

Un numero impressionante di copie, 1200 in tutta Italia, la produzione della TaoDue di Pietro Valsecchi e la distribuzione Medusa, Ma soprattutto l’attesa. Perché come ha confessato lo stesso Checco all’anteprima, incontrando la stampa, il fine ultimo ma anche primo è quello di incassare.

Un film politicamente corretto o scorretto, visto che tratta il tema dell’immigrazione? Lo giudicherà il pubblico, ma lui ci scherza sopra: “Nel copione ho inserito un personaggio che somiglia ai politici attuali. Ha avuto una carriera sorprendente come Di Maio, veste come Conte e parla come Salvini. Insomma ho creato un mostro”. E Gramegna, interpretato da Gianni D’Addario: da semplice impiegato diventa carabiniere e poi pignoratore, prefetto, ministro degli Esteri, premier e alla fine anche presidente della Commissione europea.

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Tolo Tolo, il fenomeno immigrazione visto da Checco Zalone

Checco Zalone incassi
Checco Zalone, campione di incassi con i suoi primi quattro film (Getty Images)

Tolo Tolo parla di Africa e di migranti, di Italia e del fascismo che ritorna, paragonato alla candida che puntuale con il caldo esplode. Nei giorni scorsi ha fatto molto discutere il trailer. Forse anche troppo: “Non c’entra niente con il film, lo avevamo concepito solo come promozione. Nessuno si aspettava che andasse a finire nelle prime pagine dei giornali”.

E sempre nei giorni scorsi Matteo Salvini lo ha candidato per un posto come nuovo senatore a vita. In realtà però “Salvini nel film non c’è e comunque non volevo fare un film contro di lui”. lo conferma anche Pietro Valsecchi: “Onestamente non avrei investito venti milioni di euro per fare proprio un film contro Salvini”.

Tutto parte quando un imprenditore maldestro decide di aprire un ristirante di sushi nel cuore della Puglia, terra di carnivori. Fallisce, accumula debiti e deve fuggire in Africa. Qui finisce in mezzo a guerre di religione e diventa un vagabondo fino al viaggio della nuova speranza verso l’Italia. Nel cast l’attrice francese Manda Touré che interpreta Idjaba, donna che cerca di portare in salvo suo figlio (il 12enne Nassor Said Birya). Ma c’è anche Barbara Bouchet, il cantante Nicola Di Bari, che interpreta lo zio di Checco e Nichi Vendola (che fa se stesso).

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