Tina Costa, la targa in sua memoria profanata nel modo peggiore – FOTO

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L’ennesimo gesto ignobile di razzismo. Cosa hanno fatto alla targa in memoria della partigiana Tina Costa

Un gesto inaccettabile, l’ennesimo in un’escalation di razzismo troppo spesso tenuta sotto silenzio anche dalla stampa, che tende sempre a minimizzare il tutto come “atti di vandalismo”. La targa in memoria di Tina Costa è stata profanata con una svastica. Un segnale forte e ben distinguibile, non certo una bravata di ragazzini. Se vai sulla targa di una partigiana, un personaggio storico della nostra Repubblica, e la imbratti proprio con il simbolo del Nazismo, vuol dire che hai bene in mente chi stai colpendo e in che modo. Durante le feste di Natale è stata colpita la targa a memoria della Costa, posta in un giardinetto a Piazza Cinecittà. Una svastica, disegnata con una bomboletta spray, a vandalizzare l’area verde inaugurata lo scorso 9 dicembre per ricordare la partigiana scomparsa a marzo 2019.

Svastica su targa Tina Costa: l’ennesimo episodio contro la Resistenza

targa Tina Costa svastica
Tina Costa (screenshot video Youtube)

Un’offesa alla memoria della Resistenza e contro un simbolo della storia antifascista di Roma. Così si è espressa la pagina Facebook Associazione culturale Enrico Berlinguer in merito alla svastica disegnata con una bomboletta spray sulla targa dedicata a Tina Costa. “Questi fascisti anche la notte di Natale non hanno famiglia e amicizie e vivono come ladri”.

Tina Costa, nata nel 1925, faceva parte di una famiglia profondamente antifascista. Giovanissima si era spesa contro l’occupazione tedesca, ma già fin da bambina si era ribellata ai soprusi del periodo fascista: a soli sette anni si rifiutò di indossare la divisa di figlia della lupa, osteggiata anche dalla sua maestra fascista. Poi l’attivismo durante la Guerra, quando era una delle staffette partigiane, le ragazze che in bicicletta attraversavano la linea gotica per portare viveri e informazioni. Fino alla sua morte, poi, la Costa è stata un’apprezzatissima attivista politica. Di seguito la denuncia di ANPI Brescia.

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