Sardine apartitiche? Qualcuno dice il contrario

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Le Sardine, movimento che giorno dopo giorno si sta allargando erodendo potenzialmente voti a destra e a sinistra, sono apartitiche come dicono? C’è chi pensa di no.

Sardine apartitiche
Sardine apartitiche almeno fino a prova contrraria (Getty Images)

Le Sardine sono un movimento e non un partito. Una distinzione che hanno voluto sottolineare fin da subito ed è stata ribadita ancora oggi con la loro lettera indirizzata a ‘La Repubblica’. L’hanno firmata i quattro fondatori, quelli che hanno dato la stura a tutta questa rivoluzione nemeo troppo silenziosa e quindi c’è da credere che sia vero.

Però ogni movimento, come ogni partito, è fatto di idee ma soprattutto di uomini. Così c’è qualcuno, più di uno, che ha messo in dubbio la ‘purezza’ delle Sardine e della loro discesa in campo. in Emilia, certo, regione che il 26 gennaio vivrà elelzioni mai come in questo momento importanti. Ma anche nel resto d’Italia.

E c’è chi, come la ricercatrice Francesca Totolo di recente per ‘Il Primato Nazionale’ ha provato a fare un quadro di quello che potenzialmente può essere lo sviluppo del movimento, incentrando l’attenzione sul fatto che molti leader o presunti tali sarebbero avvicinabili alla sinistra.

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Sardine come movimento spontaneo, ma alcuni esponenti sono vicini al Pd

Movimento Sardine professore Fiorenzuola
Movimento delle Sardine a Bologna (foto da Facebook)

Di Mattia Santori e della sua vicinanza al Pd bolognese si è già scritrto e detto molto. Ma ci sono anche altri esponenti di primo piano delle Sardine che come ha dimostrato la ricerca della Totolo, hanno idee riconducibili alla sinistra. Come la componente pugliese del Movimento: Davide Carlucci, ache amministra il gruppo “Arcipelago delle sardine”, è sindaco di Acquaviva delle Fonti ma anche coordinatore in regione di “Italia in comune”, il partito dei sindaci di Federico Pizzarotti. Michele Abbatticchio ed Emanuele Quarta, altri due amministratori del gruppo, sono stati uno candidato alle Europee di quest’anno per “Più Europa – Italia in comune” e l’altro è segretario locale del Pd e sindacalista della Fiom di Bari.

Stesso discorso in Emilia e in Toscana. Samar Zaoui, che ha organizzato lee Sardine a Modena, è membro dell’Unione degli universitari, legata alla Cgil. Bernard Dika, organizzatore del Movimento a Firenze, è invece renziano. E ancora, a Roma c’è Filippo Rossi, blogger del Fatto Quotidiano, che propone una desta “laica, civile ma anche anti-salviniana”. Come a dire, un caso diverso dagli altri.

Giorgio Mattiuzzo, amministratore del gruppo delle sardine marchigiane, invece è anche il responsabile per i diritti civili del Pd della Regione Marche. E ci sono altri casi, analizzati da Francesca Totolo, di persone oggi confluite nel movimento ma ha hanno un passato recente o più antico, di chiara opposizione alla destra, anche quella più moderata. Le prossima mosse delle Sardine, a livello locale e nazionale, potranno raccontarci qualcosa in più sulla loro naturale evoluzione.

 

 

 

 

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