Sardine, arriva la lettera dei fondatori: “Non saremo mai un partito”

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Sardine, arriva la lettera dei quattro fondatori: “Non saremo mai un partito politico!”

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Sardine, arriva la lettera dei fondatori: “Non saremo mai un partito” (Foto: Getty)

Questo è indubbiamente il momento delle Sardine in Italia. Il movimento di protesta nato dall’idea di 4 ragazzi di Bologna, sta prendendo piede in tutto il paese, riscuotendo un successo crescente tra le piazze. Dopo l’iniziale incontro di Piazza Maggiore nel capoluogo romagnolo, lo scorso sabato c’è stato un buon successo anche a San Giovanni a Roma, gremita di persone per far sentire la propria voce contro la Lega.

Il motivo principale della loro “rivolta” è la lotta a Matteo Salvini e ai partiti di destra, cosa che ha attirato anche diverse critiche, poichè non si tratta di proporre qualcosa di nuovo ma di andare contro qualcuno. Un modello già conosciuto in Italia, dove per anni l’anti-berlusconismo è stato il leitmotiv della politica nazionale, tralasciando problemi ben più grandi. Ma a quanto pare per ora il loro interesse è semplicemente far percepire il proprio dissenso ad un certo modo di fare propaganda.

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Il manifesto delle Sardine: ecco la lettera dei fondatori

Il manifesto delle Sardine
Il manifesto delle Sardine (Foto: Getty)

Ora arriva anche il manifesto delle Sardine, pubblicato attraverso una lettera che i 4 fondatori hanno inviato al quotidiano “La Repubblica“. Mattia Santori e i suoi amici, hanno voluto mettere in chiaro quelli che sono obiettivi futuri e interessi preminenti del proprio movimento, che tengono a precisare: Non sarà mai un partito politico“.

Le sardine effettivamente non esistono, anzi non sono mai esistite. Sono state solo un pretesto. Potevano chiamarci storioni, salmoni o stambecchi. La verità è che la pentola era pronta per scoppiare. Poteva farlo e lasciare tutti scottati. Per fortuna le sardine le hanno permesso semplicemente di fischiare“. Questo l’inizio del loro manifesto, che poi prosegue: “L’Italia è nel mezzo di una rivolta popolare pacifica senza precedenti. Chi cercherà di osteggiarla sentirà solo più acuto il fischio, chi tenterà di cavalcarla rimarrà deluso“. La lettera realizzata anche da Andrea Garreffa, Roberto Morotti e Giulia Trappoloni, parla anche del percorso compiuto negli ultimi 40 giorni: “Si sono riempite 92 piazze in tutta Italia, a cui si sono aggiunte 24 piazze estere, europee e statunitensi. Circa mezzo milione di persone sono uscite di casa, al freddo e sotto la pioggia, per dire che la loro idea di società non rispecchiava per nulla quella presentata dall’attuale destra italiana, quella stessa destra che non perde occasione per affermare di avere il popolo dalla sua parte“. Un riferimento politico abbastanza netto nonostante le loro mire non siano di governo: “Cos’è il movimento delle sardine? E’ un’organizzazione in tavoli di lavoro geografici e aperto al confronto. Nessuno è portatore di verità assolute e il dialogo, che passa dall’ascolto, è l’unica sintesi di quelle differenze che, scambiandosi, rimarranno tali anche dopo essersi contaminate“.

Per quanto riguarda gli obiettivi del movimento di protesta concludono: “Ci diamo una strada comune, ovvero tornare nelle piazze, nelle strade, nei territori. Non ci interessa diventare un partito perchè la forma stessa di un partito sarebbe un oltraggio a ciò che è stato e che potrebbe essere. E non perchè i partiti siano sbagliati, ma perchè veniamo da una pentola e non è li’ che vogliamo tornare. Chiedere che cornice dare a una rivolta è come mettere confini al mare. Puoi farlo, ma risulterai ridicolo“.

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