Facebook confessa: una nostra grande paura diventa realtà – FOTO

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Una delle più grandi paure degli utenti social è ufficialmente realtà: lo ha confermato proprio Facebook in una lettera

Facebook ha svelato uno di quei classici sospetti che attanagliano tutti gli utenti, spesso tacciati per complottisti. Ma in realtà, a quanto pare, è proprio così. Il popolarissimo social network di Mark Zuckerberg ci localizza anche quando non l’abbiamo richiesto, anche se abbiamo escluso l’opzione di geolocalizzazione del nostro profilo.

Lo ha svelato proprio l’azienda di Menlo Park in una lettera inviata ai senatori degli Stati Uniti. Come si legge su ‘Sky News 24’, FB ha spiegato che il suo sistema può ancora capire dove si trovino le persone che utilizzano l’applicazione, anche qualora avessero deciso di non condividere più dei dati precisi sulla posizione. Negli Stati Uniti la lettera di Facebook sta diventando virale, curiosamente proprio su Facebook, perché evidenzia ciò che in tanti già sospettavamo ma che finora nessuno aveva confermato.

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Facebook confessa che geolocalizza le persone senza consenso: la lettera

Zuckerberg Facebook account falsi
Mark Zuckerberg (Getty Images)

La richiesta che ha portato alla lettera di Facebook al Senato USA nasce da una richiesta di informazioni da parte di due senatori. La risposta del social di Mark Zuckerberg sostiene che conoscere la posizione degli utenti è necessario, anche perché offre numerosi vantaggi. In primo luogo per ottimizzare le inserzioni pubblicitarie, che siano sempre di buon gradimento per l’utente, ma anche per contrastare fenomeni come la disinformazione e i crimini informatici. Ma come fa Facebook a geolocalizzarci? Il sistema può capire dove si trovano gli utenti anche se hanno escluso il sistema di geolocalizzazione, basandosi sugli indirizzi IP dei loro dispositivi. Fra gli “indizi” utilizzati da FB ci sono anche i luoghi presenti nelle foto che pubblicano o in cui sono taggati. Un’opzione utile anche per avvisare gli utenti quando viene rilevato un accesso all’account da un luogo insolito e limitare la diffusione delle fake news.

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Il senatore Josh Hawley svela la lettera di Zuckerberg su Twitter

Direttamente dagli Stati Uniti è stato il senatore Josh Hawley a diffondere su Twitter la missiva e a spiegarne il contenuto: “Facebook l’ha ammesso: è possibile essere tracciati anche se si esclude l’opzione di geolocalizzazione. Ora il Congresso deve agire”. Si prospetta una bella bufera per il social, l’ennesima, in una situazione che diventa sempre più pesante per una piattaforma che sta perdendo sempre più utenti, come ad esempio Diletta Leotta, e non certo per questa storia della geolocalizzazione.

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