Giulio Regeni, il pm di Roma ammette: fu torturato più volte!

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Giulio Regeni, arriva la conferma del pm di Roma: fu torturato più volte!

Giulio Regeni
Giulio Regeni, il pm di Roma ammette: fu torturato più volte (Foto: Getty)

Era il 2016, periodo tra gennaio e febbraio. Una notizia di esteri scuote l’opinione pubblica italiana. Un giovane ricercatore, Giulio Regeni, è stato ucciso in Egitto nei pressi di una prigione dei Servizi Segreti del paese africano. Il ragazzo italiano, un dottorato dell’Università di Cambridge, stava lavorando al Cairo, quando fu rapito il 25 gennaio del 2016. Il suo corpo senza vita fu ritrovato una settimana più tardi, il 3 febbraio.

Da quel momento è iniziata una corsa contro il tempo da parte della famiglia e della Farnesina, per capire i motivi e le cause che hanno portato a tale omicidio. L’allora ventottenne triestino, a quanto pare aveva scoperto qualcosa di non proprio limpidissimo, attraverso il suo lavoro, ma non era riuscito a comunicare con nessuno prima che il sequestro avvenisse.

I genitori e molti esponenti politici italiani, hanno sempre respinto con forza la versione ufficiale rilasciata dalle fonti egiziane, che avevano dipinto l’accaduto come l’opera di una banda criminale di 4 uomini, poi uccisi dalle forze dell’ordine africane.

In realtà, dalle varie ricerche emerse nel corso di questi anni, si era scoperto che attraverso la propria Università, Regeni stava conducendo indagini sul Capo del sindacato dei venditori ambulanti, cosa poco gradita ai servizi segreti de il Cairo. Il coinvolgimento del governo egiziano nella vicenda, è stato più volte tirato in ballo, pur non avendo ancora ad oggi delle prove concrete.

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Giulio Regeni, il pm di Roma conferma: ha subito delle torture

Secondo quanto riportato da Sergio Colaiocco, sostituto procuratore di Roma, presso la Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di Giulio Regeni, sarebbero stati messi in atto almeno 4 depistaggi durante l’autopsia fatta al Cairo. Si è tentato di far credere che ci fossero traumi compatibili ad un presunto incidente stradale, oltre al far ritrovare il corpo del ragazzo nudo, per addurre un presunto movente sessuale.

Ma ciò che maggiormente sconvolge, è la conferma da parte del pm di Roma, delle torture reiterate subite dal ragazzo, in diverse fasi, e ampiamente riscontrabili dall’analisi del suo corpo. L’esame autoptico svolto in Italia, ha svelato la presenza di fratture multiple e segni inequivocabili di colpi sferrati con bastoni e armi contundenti.

Purtroppo un passo avanti verso la verità del caso, nonostante sia un durissimo colpo da mandar giù per la famiglia e gli amici di questo sfortunato ragazzo, che da ormai quasi 4 anni attende giustizia.

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