Manovra, caos in Senato: salta la norma sulla ‘cannabis light’

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Manovra, ultimi ritocchi prima dell’approvazione finale ma in Senato è bagarre. Giudicato inammissibile il provededimento a firma 5 Stelle sulla cannabis light.

Maria Elisabetta Casellati Senato cannabis light
Elisabetta Alberti Casellati ha giudicato inammissibile la norma sulla cannabis light (Getty Images)

La Manovra è quasi pronta ma non sono mancate le sorprese in semnato all’ultimo istante. Solo qualche giorno fa i 5 Stelle esultavano per l’apporvazione in Commissione Bilancio della norma che liberalizzava la ‘cannabis light‘. Ora però tutto ruiparte da zero perché la presidente Elisabetta Casellati ha deciso di stralciare il provvedimento dal maxi emendamento.

A chiedere un giudizio sull’ammissibilità era stata la Lega, appoggiata in questo da Fratelli d’Italia. La nuova misura prevedeva che la canapa industriale con un contenuto di Thc non superiore allo 0,5% fosse considerata non come una sostanza stupefacente. Ma così non sarà, almeno non ora.

Appena la presidente si è pronucbiatam in aula è scattato il caos, soprattutto tra i banchi dei pentastellati. In particolare un paio di esponenti 5 Stelle hanno chiesto dorettamente alla Caellati se la sua decisioone npon dopendesse da una pressione politica per favorire la sua parte. Lei invece ha spiegato che si tratta di una decisione tecnica: “Se voi ritenete questa misura importante per la maggioranza, proponete un disegno di legge”.

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Matteo Salvini esulta, ma ci sono anche altre novità

Salvini
Matteo Salvini esulta (Getty Images)

La decisione della presidente del Senato ha trovato il plauso di Matteo Salvini che l’ha ringraziata anche a nome delle comunità di recupero dalle dipendenze operanti in Italia. “Ha evitato la vergogna dello Stato spacciatore”.

Ma questo è stato solo un passaggio, seppure caotico, della gironata. Perché il governo ha deciso di porre la fiducia sul maxiemendamento alla Manovra come ha spiegato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà. Tra i provvediemto spari ci sono il cosiddetto ‘bonus merito‘ per i docenti introdotto dalla riforma della Buona scuola. I 200 milioni l’anno di fondi sartamnmno utilizzati invecve “in favore del personale scolastico, senza ulteriore vincolo di destinazione”.

Spèarisce anche la tobin tax che introduceva un’aliquota dello 0,04% su alcuni tipi di transazione finanziarie online. E slitta da luglio 2020 al primo gennaio 2022 la fine del mercato tutelato per l’energia.

 

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