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Elezioni Inghilterra, vincono i conservatori di Boris Johnson e si va dritti verso l’uscita dall’Unione Europea. Ma cosa voterebbero gli italiani se domani ci fosse un referendum anche nel Bel Paese? 

Exit poll, trionfano i conservatori guidati da Boris Johnson.
I Tory si assicurano il successo con un’assoluta maggioranza, ossia incassando 268 seggi su 650. Soltanto 191, invece, per il laburista Jeremy Corbyn che delude le aspettative.

Ora potrà dunque mettersi in atto il piano rivoluzionaro, il quale prevede l’uscita ufficiale e definitiva dall’Unione Europea a partire dal prossimo gennaio 2020. E’ infatti sullo slogan ‘Get Brexit done’ che il leader politico ha fondato questa campagna elettorale. Corbyn, piuttosto, assolutamente anti-Brexit, ha sperato fino alla fine in un “hung parliament“, il che avrebbe rimesso tutto in stand-by.

Nel caso in cui nessuno dei due maggiori partiti fosse riuscito a superare la soglia dei 325 seggi, infatti, si sarebbe subentrato in uno scenario di  Parlamento appeso, il che sarebbe stato favorevole per Corbyn che sperava in un governo di coalizione con i Lib-Dem e i nazionalisti scozzesi dell’Snp.

Exit poll
Exit poll (Getty Images)

Elezioni Inghilterra: e se si votasse anche in Italia?

Come si evince anche dalle reazioni social, ora gli italiani guardano il successo degli inglesi anche quasi con un po’ di invidia. Posizione inevitabile, del resto, per chi è già da un po’ nella tribolazione politiche, con tante incertezze all’orizzonte e parole che faticano a diventare fatti.

La domanda sorge così spontanea: e se oggi si votasse anche in Italia? Se ci fosse una sorte di ‘Itaexit’? Come reagirebbe la maggioranza degli italiani? Considerando la fase di stallo in cui gli italiani sono ormai da poco dopo l’ingresso nell’Unione Europea, non è da escludere un verdetto simile a quello britannico.

Il problema alla base è fondamentalmente il seguente: un Governo d’intesa che non lascia esprimere i cittadini. L’exit poll di quest’oggi però potrebbero aver segnare una svolta storica non solo per il Regno Unito, ma anche per altri Paese che, incoraggiati da tale svolta, potrebbero presto seguire la Gran Bretagna.