Gennaro Gattuso, chi è l’allenatore del Napoli: carriera, statistiche curiosità

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Gennaro Gattuso è il nuovo allenatore del Napoli. Ripercorriamo la carriera da calciatore e da tecnico del classe 1978 nativo di Corigliano Calabro. 

Gennaro Gattuso Napoli
Gennaro Gattuso, nuovo allenatore del Napoli (foto Getty)

E’ durato sei mesi il periodo di stop forzato di Gennaro Gattuso. Era lo scorso maggio quando le strade di Gattuso e del Milan si separarono dopo due stagioni sofferte nelle quali l’ex allenatore rossonero è entrato ulteriormente, nonostante qualche inevitabile critica, nei cuori dei supporters milanisti, per i quali, Rino è stato un vero e proprio idolo da giocatore. In effetti, questa, può essere una costante della carriera di Gattuso in campo e in panchina. Dovunque è stato, Ringhio, il più delle volte ha lasciato il segno, pur senza vincere nulla.

Ripercorriamone, allora, la carriera da calciatore e da tecnico, legata a doppio filo con quella di Ancelotti, con qualche curiosità extracalcistica che ne arricchisce il profilo.

Gattuso calciatore, dal Perugia al Milan

La carriera di Gattuso comincia a Perugia. Sette anni nel settore giovanile degli umbri, 8 partite in Serie A poi il trasferimento in Scozia ai Glasgow Rangers a parametro zero. In quella squadra militavano altri due italiani, Luigi Riccio (che poi diventerà suo cognato e vice allenatore) e Marco Negri, all’epoca, bomber prolifico e idolo dei Gers.

Anche Gattuso, dopo due mesi di stop forzato per la mancanza di transfert, diventa un beniamino dei tifosi di Ibrox Park. Con il suo stile di gioco grintoso e mai arrendevole, Gattuso mostra già le caratteristiche che lo contraddistingueranno negli anni avvenire. Non vince nulla, Rino, con i Rangers. Il legame con l’allenatore Walter Smith è solidissimo. Dopo il suo addio e l’arrivo di Advocaat, Gattuso, anche per incomprensioni con il tecnico olandese, decide di tornare in Italia e sceglie la Salernitana, neo promossa in A. Con gli amaranto nella stagione 1998/99, disputa 25 partite ma il suo apporto non basta per evitare la retrocessione in B.

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La delusione svanisce subito. Nell’estate del 1999 passa al Milan, all’epoca campione d’Italia, allenato da Zaccheroni. Fatica a trovare un posto da titolare, Gattuso, ribattezzato dai tifosi rossoneri con il nomignolo Ringhio che lo accompagnerà per tutta la carriera. La svolta con Carlo Ancelotti in panchina. Si proprio il tecnico che ora Gattuso sostituirà a Napoli. Tra i due si crea un rapporto fraterno e Gattuso diventa il simbolo di una squadra da sogno con campioni del calibro di Maldini Nesta, Kakà Shevchenko, Pirlo, Rui Costa, Cafù, Stam, Seedorf, Dida, solo per citarne alcuni.

Con il Milan, Gattuso vince tutto quello che c’era da vincere: uno Scudetto (2003-2004), due Champions League (2003 contro la Juve e 2007 con il Liverpool), un Mondiale per Club (2007 contro il Boca Juniors), due Supercoppe Europee (2004 con il Porto e 2007 con il Siviglia) e una Coppa Italia (nel 2003 in finale con la Roma).

Trionfi e anche delusioni come l’indimenticabile sconfitta nella finale di Champions contro il Liverpool a Istanbul nel 2005 e lo scudetto di quell’anno perso al rush finale con la Juve. Delusioni mitigate, decisamente, nel 2006 con il trionfo ai Mondiali di Germania con la Nazionale allenata da Lippi. Gattuso disputa tutte le partite di quel Mondiale, compresa la finale, nella quale si autoesclude da coloro che devono calciare il rigore nell’epilogo contro la Francia

La malattia e la fine della carriera da calciatore

Dopo il Mondiale e la Champions 2007, Gattuso smette di vincere con il Milan che si separa da Ancelotti e sceglie Leonardo. Sono gli anni dell’Inter che corona la supremazia in Italia e in Europa con il Triplete del 2010 con Jose Mourinho in panchina. Proprio nell’estate 2010, il Milan ingaggia Max Allegri come tecnico e allestisce un’altra squadra di livello con Ibrahimovic e Robinho colpi last minute di Galliani.

I rossoneri, con Gattuso sempre titolare, trionfano nel campionato 2010-11. Decisivo nella volata Scudetto anche un gol di Ringhio all’amico Buffon in Juve-Milan 0-1 del marzo 2011. Tre punti fondamentali che preludono ai festeggiamenti di maggio, all’Olimpico di Roma, dopo lo 0-0 con la Roma alla terzultima giornata.

Gennaro Gattuso, nuovo allenatore del Milan (foto Getty)

Nel settembre 2011, l’episodio che pone fine, di fatto, alla carriera da calciatore di Gattuso. Durante il match della prima giornata contro la Lazio, Rino interviene in scivolata … sul compagno di squadra Nesta e chiede il cambio. Non vede bene Gattuso. Sembra un giramento di testa e, invece, la diagnosi è impietosa. Miastenia oculare. Struggente l’immagine di Gattuso in una conferenza stampa con una lente prismatica per curare l’occhio malato. La forza di volontà però prevale anche stavolta. Con un recupero record, Gattuso riesce a tornare in campo nel finale di stagione ma non basta. Il Milan perde la volata Scudetto e consegna il primo degli otto titoli di fila alla Juventus, all’epoca allenata da Conte.

L’estate successiva è quella della rifondazione del Milan che perde Ibrahimovic, Thiago Silva, Cassano, Zambrotta e lo stesso Gattuso che, nonostante, le tante offerte, decide di accettare quella degli svizzeri del Sion. A metà stagione, Ringhio assume la guida tecnica della squadra elvetica ma viene sollevato al termine del campionato. Inizia così la sua carriera da allenatore.

Gattuso allenatore, dal Sion al Milan

La breve esperienza con il Sion basta a Zamparini per ingaggiare Gattuso al Palermo. I rosanero militano, nella stagione 2013-14, in Serie B. Rino si ritrova a guidare una squadra di grande valore con il giovane Dybala affiancato da Franco Vazquez.  Dura pochissimo però l’esperienza di Gattuso in Sicilia. Il 25 settembre 2013, dopo una sconfitta con il Bari, Zamparini lo sostituisce con Iachini. A fine stagione, il Palermo torna in Serie A.

Dopo il Palermo, Gattuso va all’Ofi Creta, in Grecia, dove si segnala per uno sfogo alla Trapattoni contro i calciatori, il cui video è diventato virale in rete, tanto che ancora oggi è molto cliccato. Immediato il ritorno in Italia, al Pisa che Gattuso riporta in Serie B, al termine di una stagione in rimonta, conclusa con la vittoria in un infuocato playoff contro il Foggia, all’epoca allenato da De Zerbi.

La situazione societaria dei toscani, già precaria, precipita nell’anno della B. Gattuso, da grande condottiero, tra scioperi, proteste e mancati stipendi, non abbandona la squadra che, tuttavia, chiude al 22esimo posto e retrocede in Lega Pro.

Subito dopo la separazione dal Pisa, Gattuso torna al Milan. La nuova proprietà cinese, coadiuvata da Fassone e Mirabelli, lo sceglie per allenare la Primavera. La permanenza nel settore giovanile dura pochissimo. Il 2 dicembre, Gattuso subentra all’esonerato Montella. L’esordio sulla panchina del Milan è drammatico. A Benevento, contro una squadra sempre sconfitta prima di allora, il Milan pareggio 2-2 con gol al 93′ del portiere Brignoli. E’ un Milan barcollante quello che ritrova Gattuso. La seconda parte di stagione è comunque positiva. La rimonta in campionato consente ai rossoneri di raggiungere l’Europa League, competizione, nella quale, in quella stagione, il Milan, perse negli ottavi contro l’Arsenal. In Coppa Italia, poi, il Milan raggiunge la finale, sconfitto seccamente dalla Juve, 4-0.

La stagione 2018-19 è la migliore da allenatore per Gattuso. Il Milan si rinforza con Higuain (poi ceduto al Chelsea) e Piatek. In campionato, i rossoneri restano costantemente a ridosso dalla zona Champions con la beffa finale del quinto posto, a un solo punto dall’Inter. Drammatica l’ultima giornata con il Milan a lungo, provvisoriamente, al quarto posto prima del gol del 2-1 di Nainggolan in Inter-Empoli. A gennaio, Gattuso perde un’altra finale, quella di Supercoppa Italiana, a Gedda, contro la Juve con gol di Cristiano Ronaldo decisivo nell’1-0 finale. A maggio, la separazione sancita al termine di un incontro con l’a.d. Gazidis. Benchè ancora sotto contratto, Gattuso decide di rinunciare a quanto dovuto, invitando la società a mantenere gli impegni contrattuali solo con lo staff tecnico.

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