Esami avvocato a Napoli, dopo lo scandalo controlli serrati

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Esami avvocato, controlli serrati per gli oltre 4 mila aspiranti alla Mostra d’Oltremare di Napoli dopo lo scandalo del 2017

Esami avvocato
Esami avvocato

Ieri, alla Mostra d’Oltremare di Napoli, ha preso il via la sessione d’esami per avvocato per 4026 aspiranti. Dopo lo scandalo corruzione del 2017, quest’anno i controlli sono stati molto più serrati. La prova è iniziata, con ritardo, intorno alle 11:15. A determinare il ritardo, però, è stato il tempo necessario a garantire al meglio il blocco delle comunicazioni cellulari e un inconveniente legato al sistema audio.

Nonostante i serrati controlli, qualche candidato ha provato a mettere fuori uso i dispositivi che schermano il segnale dei cellulari, ma la vigilanza se n’è resa conto riattivandoli subito dopo. La stessa ha espulso due aspiranti dopo averli beccati ad usare i telefoni. Rispettata anche la pre-assegnazione dei posti che, per l’esame di abilitazione di avvocato, è una novità.

“Con i posti assegnati è andata meglio, c’è stata meno ressa, non siamo stati costretti a presentarci ai cancelli all’alba e mi pare che la schermatura per i telefonini abbia funzionato, infatti qualcuno non l’ha presa bene”, dice una candidata all’uscita dal padiglione.

Oggi toccherà al parere di penale, domani l’ultima prova con la redazione di un atto. Al lavoro c’è la commissione centrale presieduta dall’avvocato Giovanni Abbate suddivisa in tredici sottocommissioni. La correzione non avverrà a Castel Capuano bensì in un distretto di Milano.

Esami avvocato, avanti con l’inchiesta del 2017

Eugenio Forgillo, presidente vicario della Corte d’Appello, ha dichiarato di essere soddisfatto sullo svolgimento della prova ed è intervenuto anche sulla sicurezza. “Bilancio tutto sommato positivo, tenuto conto delle condizioni logistiche non proprio ottimali nelle quali abbiamo dovuto operare. Peccato per il ritardo nella dettatura, ma nei prossimi giorni si dovrebbe poter iniziare prima. C’è stato chi ha tentato di non rispettare il posto assegnato. Dispiace che si sia tentato di manomettere gli impianti destinati alla schermatura elettronica, perché oltre ad essere costosi sono utilizzati nell’interesse di tutti, comunque sono stati prontamente riattivati. Con la collaborazione di tutti, avvocati, personale, forze dell’ordine e degli stessi candidati, stiamo cercando di garantire massima trasparenza e correttezza”.

Prosegue nel frattempo l’inchiesta degli esami del 2017. Le pm Teresi e Converso lavorano all’esaminazione del materiale sequestrato. I due dipendenti del ministero della Giustizia indagati, Mario Riso, funzionario all’epoca dei fatti responsabile proprio dell’ufficio Esami di avvocato, e Vincenzo Parisi, autista in Corte d’Appello, respingono ogni accusa. Sono stati, in attesa di novità, trasferiti ad altri incarichi.

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