Strage di Corinaldo: giudizio immediato per i sei indagati

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Strage di Corinaldo: ad un anno quasi esatto dalla tragedia costata la vita a cinque ragazzi e una giovane madre, la decisione della Procura. I sei indagati andranno a processo.

Strage di Corinaldo sei indagati processo
Strage di Corinaldo: giudizio immediato per i sei indagati (Getty Images)

Strage di Corinaldo: la Procura della Repubblica di Ancona ha deciso. A quasi un anno esatto dalla tragedia, avvenuta nella note tra il 7 e l’8 dicembre 2018, ci sarà un processo. Al gip oinfatti è stata presentata la richiesta di giudizio immediato per i sei giovani arrestati nei mesi scorsi. Per loro l’accusa di aver provocato la strage nella discoteca ‘Lanterna Azzurra’ spruzzando di proposito le bombolette con il gas urticante per rapinare i ragazzini nella calca.

Quella notte erano morti cinque ragazzi, Asia Nasoni, Emma Fabini, Daniele Pongetti, Benedetta Vitali e Mattia Orlandi, tutti tra i 14 e i 16 anni. E con loro anche una giovane mamma, Eleonora Girolimini di Senigallia (39 anni). A causare la tragedia, la calca che si era ammassata dopo che si era scatenato il panico in seguito ai gas urticanti. Oltre sessanta i feriti in maniera seria, quai 200 le persone coinvolte. Erano tutti lì per assistere ad un coincertoi di Sfera Ebbasta che in realtà non era mai nemmeno arrivato.

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Strage di Corinaldo, chi sono i sei giovani che andranno a processo?

Strage di Corinaldo sei  imputati
Strage di Corinaldo, sei gli imputati (Getty Images)

Ad inizio agosto erano anche arrivati gli arresti dei presunti colpevoli, la cosiddetta ‘banda dello spray’. Tutti ragazzi tra  i 19 e i 22 anni residenti nel Modenese. Erano specializzati in furti con qeulla tecnica durante i concerti in locali e discoteche del Centro-Nord

Avevano studiato di fare lo stesso alla discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo e così erqamno partiti con lo spray al peperoncino. Non avevano calcolato però la reazione del giovane pubblico che per il pancio si era mosso tutto verso  l’uscita d’emergenza provocamdo la tragedia.

I sei giovani sono ritenuti responsabili di omicidio preterintenzionale. Ma anche associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti con strappo e rapine, lesioni personali e singoli episodi di rapine e furti con strappo. La Pérocura è convinta di avere in mano “chiari e concordanti elementi di responsabilità” nei loro confronti. Le indagini hamnnpo fatto emergere un quadro inquietante: gli accusati infatto potevano  incassare anche 15mila euro a settimana. E avrebbero tentato le loro rapine in almeno una sessantina di discoteche (undici i colpi effettivamente portati a termine).

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