Umberto Bossi graziato, aveva insultato un ex Presidente della Repubblica

0

Umberto Bossi graziato, la condanna subita per aver insultato l’ex Presidente Giorgio Napolitano verrà cancellata. Lo ha deciso il Capo dello Stato, Sergio Mattarella.

Umberto Bossi graziato Napolitano
Umberto Bossi graziato, aveva insultato l’ex Presidente Napolitano (Getty Images)

Umberto Bossi è stato graziato da Sergio Mattarella e così la condanna ad un anno per vilipendio sparirà. Tutto era cominciato quando aveva dato del ‘terrone’ all’ex Presidente dela Repubblica Girogio Napolitano (allora ancora in carica) durante un comizio. Le denunce, il processo e la condanna che era diventata definitiva l’anno scorso.

Oggi la svolta: la Presidenza della Repubblica  ha scelto la via del perdono pubblico. E lo ha fatto con la ‘benedizione’ dello stesso Napolitano che ha confertmato di non avere nessun motivo di astio nei confronti di Bossi. Per parte sua l’ex leader della Lega, dalla sua casa di Gemonio ha detto di essere soddisfatto: “Sono molto contento. Ringrazio sia il Presidente della Repubblica Mattarella sia il Presidente Napolitano”.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE >>> Fondi Lega Nord, Umberto Bossi condannato a 2 anni e 3 mesi

Umberto Bossi e quel comizio ad Albino, l’insulto a Napolitano

Sergio Mattarella grazia Umberto Bossi
Sergio Mattarella ha firmato la grazia per Umberto Bossi (Getty Images)

Tutto era cominciato nel 2011 durante un comizio ad Albino, in provincia di Bergamo. Bossi, affiancato da Roberto Maroni e Roberto Calderoli he all’epoca erano i suoi bracci destri, si era scagliato contro l’allora Presidente Giorgio Napolitano. la sua colpa? Aver voluto celebrare i 150 anni dall’Unità d’Italia.

Così davanti alla sua gente, Bossi si era lasciato andare. “Mandiamo un saluto al Presidente della Repubblica. Napolitano, Napolitano – aveva detto – nomen omen, non sapevo fosse un terùn“. E aveva accompagnato queste parole con il gesto delle corna. Parole ed espressioni riprese anche dalle tv e quindi visibili a tutti tanto che quasi immediatamente erano partite le denunce da parte di privati cittadini.

Un iter giudiziario concluso solo nel 2018 con una condanna definitiva ad un anno (ma in primo grado erano stati 18 mesi). Sergio Mattarella, come ha precisato una nota del Quirinale, ha ascoltato sia il ministro della Giustizia che il Procuratore generale, dai quali ha ricevuto parere favorevole. Ma ha anche tenuto conto delle condizioni di salute del condannato, che dopo l’ennedsimo malore ad inizio anno non fa più vita pubblica.

Soddisfazione anche da parte di Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato: “Ringrazio il Presidente della Repubblica. Ha fatto un grande gesto, sotto l’aspetto umano e della giustizia”, ha detto.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui