Omar Daffe, la sconcertante storia del giocatore vittima di razzismo

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Omar Daffe è un ragazzo come tanti altri che gioca in una squadra d’eccellenza romagnola. La sua colpa? Il colore della sua pelle: ecco la sua terribile storia 

Omar Daffe

Omar Daffe è un ragazzo di 37 anni nato in Senegal. Vive in Italia da 17 anni, per la precisione a Parma. Con lui sua moglie, Valeria, napoletana d’origine ed i suoi due figli: uno tifoso del Napoli e l’altro tifoso della Juventus.

Era una domenica come tante altre ed Omar, come sempre era in campo con la sua squadra, l’ASD Agazzanese, squadra d’eccellenza romagnola. Omar fa il portiere ed alle sue spalle ha la tifoserie avversaria, quella della Bagnolese. “Al 26′ un tifoso della squadra avversaria – racconta Omar – mi ha apostrofato nell’arco di 2′ con ‘negro di merda’ quattro volte. Io mi sono girato e gli ho detto ‘sì, sono io’, sono per la non violenza, ma alla quarta volta, speravo che qualcuno facesse qualcosa”.

Quel qualcosa in effetti è arrivato: “L’arbitro ha scritto sul referto del tifoso, ma non ha sospeso la partita. Ho avuto una giornata di squalifica perché sono andato via, da regolamento”. Oltre al danno anche la beffa: Omar è stato espulso per aver abbandonato il campo e la partita è stata persa 3-0 perché tutta la squadra l’ha seguito. Ma lui dice: “Per la società, città e compagni questi sono i miglior tre punti persi”.

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Omar Daffe, volto del razzismo in Italia

Omar Daffe

Grazie ai mass media ed in particolare a Radio Punto Nuovo – radio campana – Omar Daffe ha avuto la sua rivincita. Durante la sua intervista è intervenuto in diretta l’amministratore delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo che ha affermato: “Omar volto dell’antirazzismo in Italia, cercherò di portarlo allo stage in Nazionale”.

Omar non sostiene che l’Italia sia un Paese razzista, ma: “C‘è una minoranza che va isolata. Vivo lo stesso clima di semopre, ma più esasperante”.

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