La Polonia rimpatria 100 tonnellate d’oro e diventa il 22° possessore di lingotti al mondo

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Con il rientro dei lingotti, le riserve auree della Polonia arrivano a 228 tonnellate per un valore di oltre 10 miliardi di dollari

La Polonia aumenta le proprie riserve auree (Foto Pixabay)
La Polonia aumenta le proprie riserve auree (Foto Pixabay)

L’immagine del governatore della banca centrale polacca, Adam Glapinski, che agita, davanti a un caveau un lingotto d’oro in segno di trionfo, ha monopolizzato l’attenzione dei media locali nella giornata di martedì. Quella foto immortala un momento importante della storia recente della Polonia che ha deciso di far rientrare in patria  circa 100 tonnellate di oro custodito nelle casse della Banca d’Inghilterra a Londra.

I motivi della scelta

Con il rientro di una parte delle riserve auree dall’Inghilterra, la Polonia è diventata il 22° maggiore detentore di lingotti al mondo. Al momento, le sue riserve ammontano a 228,6 tonnellate con un valore stimato di circa 10,8 miliardi di dollari.

“L’oro simboleggia la forza del paese”, ha detto ai giornalisti Glapinski e questo spiega le motivazioni della scelta che accomuna la Polonia ad altri paesi europei ed extraeuropei che intravedono la possibilità di generare nuova ricchezza, tramite l’acquisizione di lingotti aurei, in un contesto economico globale ancora molto incerto e troppo esposto all’andamento congiunturale.

Il rientro dell’oro dall’Inghilterra potrebbe essere stato solo il primo passo in quest’ambito da parte della Polonia. Glapinski, infatti, ha spiegato ai giornalisti presenti all’apertura del caveau che la Polonia potrebbe continuare a rimpatriare
oro se “la situazione delle riserve continuerà ad
essere favorevole“, con la prospettiva ulteriore di generare profitti multimiliardari rivendendo le sue quote di lingotti, ipotesi, quest’ultima, al momento comunque non considerata dal governo polacco.

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