Nella mattinata di oggi,  Maria Teresa Donà, Carmelina Capalbo e Luisita Cantù sono state sentite dal Gip nelle indagini preliminari.

Dopo lo scandalo che ha sconvolto la comunità vercellese, le tre maestre coinvolte, potranno ora dare la loro versione dei fatti nell’interrogatorio di garanzia fissato dopo l’arresto, con la misura dei domiciliari, in seguito alle accuse di maltrattamenti ai bimbi della sezione della scuola d’infanzia Korczak in cui lavoravano fino a mercoledì. Ora le tre donne, dovranno provare a giustificare le immagini che le vedono coinvolte.

E’ partita dunque la seconda fase del’operazione che ha fatto il giro di Tv e web, condotta dalla polizia vercellese “Tutti giù per terra”. Gli inquirenti, dopo gli arresti, stanno lavorando dettagliatamente alle immagini, per capire chi siano i bambini coinvolti nei maltrattamenti.

I genitori dei piccoli che hanno subito maltrattamenti, saranno convocati in questura e gli sarà comunicato l’accaduto

“L’indagine è stata chirurgica – ha spiegato il questore Rosanna Lavezzaro -. Tutte le classi erano monitorate ma solo in due sezioni sono stati riscontrati i maltrattamenti. Per il resto la scuola è sana.”

“Abbiamo richiesto alla preside una relazione su quanto accaduto dal punto di vista scolastico, didattico e organizzativo, – riporta l’edizione vercellese de la “Stampa” attraverso le sue pagine on line –  per procedere con eventuali provvedimenti di sospensione di carattere cautelativo. Se verrà comprovata la loro responsabilità, quelle tre maestre non sono degne di continuare a fare questo mestiere” ha spiegato Franco Calcagno, dirigente dell’ufficio scolastico territoriale di Vercelli.

“Conosco le scuole di Vercelli, funzionano, sono sane e ci sono persone molto attente ai loro studenti. La settimana prossima, con altre istituzioni, abbiamo fissato un incontro per dare una risposta forte”,

Una risposta forte le vogliono anche i genitori, non solo quelli della Korczak: lunedì alle 9 un gruppo di mamme ha annunciato una manifestazione con un corteo che dal municipio sfilerà verso piazza Cavour. “Chiediamo sicurezza per i nostri figli – dice Mirela Zakova, promotrice dell’iniziativa – con telecamere in ogni scuola. E un supporto psicologico alle maestre: il loro è un lavoro in cui si rischia il burn out, quindi vanno aiutate. Ma chi sbaglia no: le tre insegnanti arrestate devono essere licenziate”.