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Wilbert Jones, un 65enne di Baton Rouge, in Louisiana, ha trascorso 46 anni in carcere per uno stupro che, in realtà, non ha mai commesso.

Il 2 ottobre del 1971, quando aveva solo 19 anni, fu accusato di aver rapito e violentato un’infermiera nel parcheggio di un ospedale. Nel 1974 fu condannato all’ergastolo.

Le prove che portarono alla condanna di Jones furono solo le testimonianze dell’infermiera che, da un lato riconobbe in Jones il suo aggressore, ma dall’altro disse che l’uomo che l’aveva violentata era più alto e aveva una voce “molto più ruvida”.

La descrizione fatta dalla donna, inoltre, corrispondeva a quella di un altro uomo, arrestato qualche giorno prima per aver violentato un’altra donna ma mai condannato. Nonostante la debolezza delle prove, Wilbert Jones fu condannato.

«La polizia – ha detto il giudice Richard Anderson che ha deciso di liberarlo dopo 43 anni e che ha definito le accuse contro Wilbert “quantomeno deboli” – sapeva delle somiglianze tra quell’uomo e l’identikit fornito dall’infermiera, ma non fornì queste informazioni alla difesa. Le autorità avevano in mano prove che avrebbero potuto scagionare Jones già da decenni».

Gli avvocati di Wilbert Jones hanno, inoltre, riferito che il marito dell’infermiera violentata, che è morta nel 2008, non si è opposto alla liberazione: «Sente che il signor Jones è stato in prigione troppo a lungo e che gli deve essere concesso di uscire e trascorrere i suoi ultimi anni con la sua famiglia».