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Massimo Giletti ha debuttato domenica sera su La7 con il nuovo programma “Non è l’Arena” ottenendo un grandissimo successo. Nonostante i problemi registrati dall’Auditel, intorno alle 16, i dati sono stati diffusi.

La prima puntata di Non è l’Arena ha incollato davanti ai teleschermi quasi 2 milioni di spettatori (1.969.000) con uno share dell’8,9%. Fazio e il suo Che tempo che fa è stato visto da 3.767.000 spettatori con il 14,1% di share.

Un successo importante per Giletti e La7 che ha creduto fortemente nel successo. Ai microfoni de Il Giornale, il conduttore ha così commentato il suo straordinario debutto sulla rete di Urbano Cairo.

Un esito oltre ogni nostra aspettativa. Però voglio prima di tutto sottolineare che è stato il risultato di un grande lavoro della mia squadra che ha avuto il coraggio di lasciare la Rai e di tutta La7 che mi ha supportato in ogni modo” – dice Giletti che poi sottolinea come la sua non sia affatto una vendetta – “Io non volevo vendicarmi. Volevo solo continuare a fare il giornalista e non lo showman, come mi avevano proposto. Però, se sono riuscito a fare questi risultati in prima serata su La7 con un budget molto inferiore a quello che avevo a disposizione su Raiuno, qualcuno deve fare un esame di coscienza”.

Poi torna sul suo addio alla Rai: “Infatti io non ho nulla contro l’azienda in cui ho lavorato per trent’anni. Ce l’ho solo con quella persona che ha deciso di mettermi nelle condizioni di andare via proponendomi di fare il presentatore degli show del sabato sera, come Pippo Baudo, chiudendo un programma che alla domenica pomeriggio era visto da quattro milioni di persone. È una ferita che resterà aperta per molto tempo. In questo momento provo un misto di gioia per il successo, di fatica per il grande lavoro, ma ancora tanta amarezza per una decisione che non riesco ancora a spiegarmi. Anche se capisco benissimo che le responsabilità vanno ricercate in ambienti politici superiori a quello della direzione generale della Rai”.