marco travaglio

Marco Travaglio, direttore de Il Fatto Quotidiano, è stato vittima di uno scherzo delle Iene. Nella puntata trasmessa ieri sera, è stato mandato in onda lo scherzo in cui Alessandro, figlio di Marco Travaglio, comunica al padre di aver firmato con Mediaset per partecipare al Grande Fratello Vip.

La reazione del Direttore è stata fortissimi. Alessandro Travaglio ha comunicato al padre di aver firmato un contratto per 3mila euro mensili che sarebbero diventati 15mila ma che avrebbe dovuto pagare una penale qualora ci avesse ripensato.

“Neè condivido e non voglio essere minimamente coinvolto. Io non esisto per Mediaset, né tantomeno per quei programmi di mer*a lì, che ho sempre preso per il cu*o, ho sempre deriso e ho sempre definito diseducativi e orrendi. Non esiste al mondo, io sono il direttore del Fatto. Vado nello studio del Grande Fratello a parlare di Malgioglio, a sporcare il mio nome, la mia faccia e quella di tutti i collaboratori del giornale? A sputtanare un’intera azienda, un intero giornale? Ma non ci penso neanche”.

Poi demolisce il reality:

“Il Grande Fratello non è una trasmissione di artisti. E’ una trasmissione di sfigati morti di fama, che non hanno più fama e che cercano di recuperarla mettendo in piazza le loro mutande, le loro scorregge, le loro scopate e le loro pippe. E’ un programma osceno. Ti hanno invitato perché sei mio figlio, non perché sei un artista, ti illudi. Non farai il tuo lavoro, farai il cog*ione in mezzo a un branco di cog*ioni e di sfigati. Quel programma emette puzza anche dal video, si sentono le puzze”.

Non hai idea di quello che io sento nei loro confronti, è gente che ha cercato di rovinarmi. Io vado lì da loro? Ma io li schifo, gli sputo in faccia, io se li incontro per strada li stiro con la macchina. Sono gentaglia, personaggi orrendi, la feccia dell’Italia, stanno rincoglionendo milioni di persone, l’ho sempre scritto. L’idea di essere avvicinato a loro mi fa venire il vomito. Non esiste proprio al mondo. Io non esisto per loro. Io sono stato censurato da loro per vent’anni. Hanno cercato di rovinarmi la vita, di stroncarmi la carriera, mi hanno denunciato, hanno cercato di rovinare la nostra famiglia, mi sono fatto quaranta cause contro Fininvest e Mediaset. Uno dei motivi per cui ho fondato il Fatto Quotidiano è che in tutti i giornali dove lavoravo loro cercavano di farmi far fuori dai direttori perché non davano più la pubblicità. Loro sono in guerra con me da vent’anni, sono il mio nemico numero uno. Io non esisto per loro, se esisto è perché li porto in tribunale, non c’è nessun punto di incontro, io sono il diavolo e loro l’acqua santa o viceversa”.