le iene

Un servizio choc delle Iene ha messo in luce le molestie subite dai seminaristi all’interno del Vaticano. A denunciare tutto è stato Kamil, un ragazzo che è diventato il testimone oculare di una violenza sessuale durante gli anni in cui ha frequentato il preseminario in cui si formano i chierichetti del Papa.

Kamil divideva la stanza con un altro ragazzo, diventato oggetto del desiderio di un seminarista che aveva già concluso il suo percorso e che continuava a dormire nel preseminario e che godeva di un grande potere all’interno del Vaticano.

Kamil racconta di averlo visto una prima volta mentre entrava nella sua stanza. Spaventato, gli ha chiesto cosa ci facesse lì facendo andare via il seminarista che, nei giorni successivi è tornato. A que punto Kamil è rimasto in silenzio per vedere cosa accadeva. Ha così visto il seminarista infilarsi nel letto del suo compagno di stanza e pretendere un rapporto sessuale.

“Avevo paura e quindi restavo impietrito mentre vedevo quello stupro, anche perché lui era il seminarista di cui il rettore si fidava di più. Poi decisi di dire tutto al nostro padre spirituale, perché è tenuto al segreto. Lui decise di fare indagini per conto proprio e alla fine fu rimosso dal suo incarico e trasferito a 600 km di distanza”, racconta Kamil che ha poi aggiunto – Non era un normale seminarista perché godeva della massima fiducia del rettore. Era lui che sceglieva cosa facevo io, cosa faceva il mio amico e così via”.

Le Iene hanno poi intervistato anche la vittima degli abusi: “Durante la notte, quando non c’era più nessun superiore nei corridoi, entrava nella camera, si infilava nel letto, cominciava a toccare le parti intime. La prima volta avevo 13 anni. Quella violenza – continua il ragazzo – fu il mio primo approccio al sesso, era qualcosa di orribile e sbagliato ma divenne la normalità, addirittura una volta successe dietro l’altare della Basilica di San Pietro. La paura ti pietrifica, alla fine accetti tutto ma ti senti in colpa”.

Il ragazzo che oggi ha 24 anni ha poi aggiunto: “Ho perso il conto, negli anni. Non è che sia successo una volta o due o tre o dieci. È successo un numero grandissimo di volte”.