discoteca

Martina, 25 anni, studentessa dell’Accademia delle Belle arti di Brera e fotografa, mercoledì sera voleva passare solo una serata di divertimento in discoteca con le amiche. Non avrebbe, però, mai immaginato che sarebbe stata umiliata davanti a tutti per una bustina di zucchero.

Martina, malata di diabete mellito di tipo 1, deve portare sempre con sè il kit di sopravvivenza che comprende tre bustine di zucchero e un succo di frutta.

Per ragioni di sicurezza, liquidi e bustine nel locale non sono ammesse e Martina si ritrova a subire una vera umiliazione.

«Quando vai in ipoglicemia, anche solo per una emozione o un piccolo errore di calcolo, il cervello va d’improvviso in blackout. Non riesci a parlare, né a camminare, stai male. Hai la tachicardia, il corpo ti si svuota. Rischi di svenire e avere le convulsioni, devi intervenire subito, rialzare i livelli di glucosio in pochi secondi», scrive il Corriere della Sera riportando le parole di Martina. Pur avendo mostrato il tesserino medico, il buttafuori non ha sentito ragioni: «Al bar ti danno quanto zucchero e succo vuoi», le hanno risposto.

Il proprietario del locale in questione le ha poi fatto arrivare le scuse in forma privata: «Tardive ma apprezzate — afferma Martina —. È stata una discriminazione e un’offesa per me e per tutti i diabetici, mi sono sentita mortificata».