Non solo la violenza, i terribili sms che inchiodano Alessio il Sinto

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Non solo la violenza. Alessio il Sinto, il nomade accusato di aver violentato due ragazzine 14enni nella periferia di Roma, dopo averne adescata una su Facebook, si è spinto oltre.

Il suo è stato uno stupro premeditato, organizzato con la complicità di un amico.

Dopo aver dato appuntamento ad una delle 14enni, conosciuta in chat, Alessio il Sinto le ha prima costrette a seguirlo in un posto isolato e poi, con l’aiuto del complice, le ha ammanettate per poi stuprarle.

Dopo la violenza, ha prima chiamato la mamma di una delle vittime chiedendole il permesso per uscire con la figlia e poi avrebbe inviato una serie di sms per fare stare zitte le ragazzine.

“Prova a parlare e farai una brutta fine”, scriveva Seferovic, questo il vero nome di Alessio il Sinto. “Stai zitta, mi raccomando”.

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