Sono passati 23 anni da quel  giorno tragico giorno del primo maggio 1994 sulla pista di Imola.

Dopo tantissimi anni dunque, si aggiunge un nuovo dettaglio sulla morte di Ayrton Senna. L’ingegnere Adrian Newey, all’epoca nel team di progettazione della William, ha pubblicato un’autobiografia intitolata “How to build a car”, nella quale è tornato a parlare di quel tragico giorno.

Nel testo, riportato da Fanpage, emerge tutto il senso di colpa dell’ingegnere: “Al di là dell’ipotesi che l’incidente sia stato causato dalla rottura del piantone dello sterzo, non si può negare che sulla FW16 ci fosse una componente sbagliata che non avrebbe mai dovuto essere lasciata in sede. E mi rammarica essere stato uno dei senior officer nel gruppo di progettazione di una monoposto che ha ucciso un grande uomo – si legge nel libro -. Sono stato io ad aver scombinato l’aerodinamica del veicolo. Ho riportato l’utilizzo delle sospensioni passive e disegnato una monoposto instabile, e lui ha dovuto compensare le mancanze del mezzo. Anche se non avesse forato, prendere l’interno e dunque una traiettoria veloce ma sconnessa, sarebbe stato difficile pure per uno come lui considerate le problematiche dell’auto. Per questo mi sento in parte responsabile del suo decesso, anche se non colpevole”.