“Viviamo in un mondo dove la donna non è considerata, ma va dato un freno a tutto: non dobbiamo confondere le battute con le molestie e le violenze vere”.

Ha parlato in questi termini Alba Parietti, in una intervista a Il Giorno.

La donna si riferiva  a Harvey Weinstein: “Sia chiaro: le denunce contro i molestatori vanno fatte e queste persone vanno fermate. Ma andare a pescare nel torbido della vita, se non ci sono situazioni gravi, non è giusto. Pazienza se una volta hai messo la mano sul c… Ora gli uomini sono presi di mira e poi c’è il problema delle denunce retroattive”.

Spiega: “Sono convinta che le vittime di Dustin Hoffman abbiano subìto abusi, ma non si azzera tutto all’improvviso e servono prove concrete per fare accuse. Le denunce tardive sono giuste, ma nel caso di violenze reiterate”. Personalmente la Parietti non è mai stata molestata: “Mai, per questo a molte sembrano estreme le mie tesi. Una violenza è una tragedia: quelle donne sono le vere vittime da tutelare. Paragonare una palpata a uno stupro è un errore. La situazione che si è creata sembra un vendicatoio, una caccia alle streghe al contrario. Questa battaglia al grido vendichiamoci di 2mila anni di soprusi non ci renderà più libere. Facciamo un gossip da bar sport, sta venendo fuori un pasticcio che non porterà a nulla di costruttivo”. Insomma, “Serve buon senso. Se domani un uomo non può permettersi di fare battute a una donna per timore di venire denunciato, è assurdo”.

 

Certamente, “chi occupa una posizione di potere non deve mai permettersi di mettere l’altra, o l’altro, in imbarazzo abusando della propria posizione dominante. Questo comportamento sul luogo di lavoro è inaccettabile. È pieno di uomini che hanno abusato e fatto fare carriera a chi si concedeva o rovinato la carriera a chi non si concedeva, ma – ripeto – servono prove, altrimenti diventa una battaglia ridicola. Tutti nella vita hanno fatto almeno una cazzata”. E poi c’è il problema dell’omertà: “Hanno sospeso House of cards per le accuse a Kevin Spacey, ma forse c’ è dell’altro. Forse tutta la produzione sapeva e, nel caso, andrebbero denunciati loro. Nello spettacolo molto del marcio non emerge grazie all’omertà che protegge i mostri. Fin quando fa comodo”.