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Silvio Berlusconi è l’ospite della puntata odierna de L’intervista di Maurizio Costanzo. Una serata speciale che ha convinto i veritici Mediaset a mandare, eccezzionalmente, in onda il programma in prima serata.

Durante la conversazione con Costanzo, Berlusconi, attraverso inediti immagini, si racconta, a partire dai figli. Si parte con Marina. «Per molti – introduce Costanzo – Marina è la tua erede politica, io immagino pure che ne abbiate parlato». «Si, ne abbiamo parlato per escluderlo tassativamente», replica il Cavaliere. «Ne hanno parlato molto gli altri a sproposito, ma io non accetterei mai che uno dei miei figli subisse tutto quello che ho dovuto subire io essendo in politica».

Si passa al Milan. «Tu non sei più andato allo stadio, secondo me», afferma Costanzo. «No – conferma l’ex premier – non sono più andato, mi guardo il Milan in televisione e sto male».

E ancora le elezioni. Costanzo va direttamente al punto. «Vinci stavolta?». «Penso di sì, c’è un’atmosfera molto favorevole che trovo in giro intorno a me e penso se andasse un movimento ribellista, un movimento pauperista, giustizialista al governo».

Berlusconi svela che gli avversari che teme di più sono i Cinque stelle di Beppe Grillo e Luigi Di Maio. «Persone incapaci – prosegue implacabile Berlusconi – che non hanno né arte né parte, della loro incapacità è prova la gestione che fanno delle città dove sono all’amministrazione e soprattutto delle persone l’86 per cento dei loro parlamentari non ha mai fatto una dichiarazione dei redditi e quindi non hanno mai lavorato, non hanno mai saputo fare qualcosa di buono né per sé né per le loro famiglie, hanno un odio verso chi produce».

Costanzo, poi, mostra a Berlusconi le immagini della mamma, dei suoi figli, dei successi e dei trionfi sia nel lavoro che con il Milan.

L’intervista, infine, si conclude con una domanda semplicissima: «Cosa c’è dietro l’angolo?», chiede Costanzo.

«Dietro l’angolo – ribadisce l’ex premier – c’è questa atmosfera di ottimismo per una nostra vittoria perché, vedi, l’unica colpa che io mi addebito nella politica è non essere riuscito a convincere il 51 per cento degli italiani a darmi fiducia».