carcere

E’ una storia tragica quella riportata da Fanpage e che testimonia come la legge non scritta del carcere punisce chi commette reati sessuali contro donne e bambini.

In Australia, un uomo che sta scontando l’ergastolo per aver violentato e ucciso un 13enne, è stato torturato dal compagno di cella.

I resti del 13enne furono trovati nel 2011 dopo che la polizia riuscì a convincere il pedofilo, Brett Cowen, a confessare l’omicidio e a svelare il luogo in cui aveva sepolto la vittima.

L’uomo, condannato all’ergastolo, sta scontando la sua pena presso il Wolston Correctional Center del Queensland, in Australia. Il condannato condivide la cella con un altro detenuto che lo avrebbe attaccato colpendolo con un secchio almeno tre o quattro volte dopo avergli gettato addosso dell’acqua bollente.

“Sì, l’ho fatto … dovevo farlo, è un malato”, ha ammesso agli agenti il detenuto che ha anche aggiunto di avergli voluto fare del male anche se non era sua intenzione ucciderlo.