I carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Casilina hanno sequestrato, nelle ultime ore, 5.300 pasticche di droga di Hitler in un appartamento in zona Portonaccio, a Roma.

Ai soldati del Terzo Reich veniva somministrato lo speed per dar loro ferocia e mancanza di paura; l’attacco-lampo dell’esercito tedesco in Francia è stato reso possibile solo grazie al consumo diffuso di metanfetamine. E 80 anni dopo la metanfetamina sta tornando dallo stesso luogo dove era esplosa, in Repubblica Ceca, al confine con la Germania. Qui la droga viene spacciata nei mercati gestiti dalla mafia vietnamita, o viene addirittura preparata a casa, visto che cucinarla è molto facile.

E la cosa più preoccupante è che rimediare una dose costa pochissimi soldi. Con 5, al massimo 10 euro, riesci a sballarti e renderti pericoloso, non solo a te stesso, ma anche per le persone che incontri. Chi ha iniziato ad usarla dice che è così potente e assuefante che la si prende fino a 5, 6 volte al giorno.

A prima vista sembra una innocua e dolce caramella di colore rosso, di quelle che amano i bambini. In realtà è una droga sintetica con effetti devastanti, in grado di provocare danni irreversibili al cervello e al sistema cardiovascolare. Una sostanza che, assieme alla nuova eroina-killer, rappresenta l’ultima frontiera della droga a Nordest. Sequestrata prima a Marghera e poi a Monfalcone. «Noi la chiamiamo Yaba, ma è conosciuta come droga della pazzia oppure droga di Hitler. Perché rischia di mandarti via di testa, rendendoti violento e aggressivo, proprio come capitava ai soldati nazisti. Provoca anche depressione, e tanti sono arrivati all’istinto suicida».

A parlare, sottovoce, è Md Khan. Trentenne, origine bengalese, ha gli occhi rossi e le guance scavate. Vive in Italia da 10 anni, lavora come operaio in una ditta di Marghera ed è una delle vittime di questo nuovo ‘mostro’.