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Asia Argento ha denunciato le violenze subite da Harvey Weinstein, scatenando reazioni contrapposte nel mondo dello spettacolo. Da una parte ci sono quelli che la difendono e, dall’altra, quelli che le puntano il dito contro per aver denunciato dopo 20 anni.

Asia? Non la sento da qualche tempo. Lei vuole combattere questa battaglia da sola. Mi ha chiesto di rimanerne fuori. È molto determinata. E io la rispetto. Ho davvero poca voglia di parlare… L’ho promesso ad Asia: non intendo espormi”, spiega il regista al Corriere della Sera. “Voglio difendere mia figlia in tutti i modi e devo rispettare i suoi desideri in questo momento”.

Non ne sapevo niente, Asia non mi disse nulla al tempo. Non potevo immaginare. Sono venuto a conoscenza di tutto solo in questi ultimi giorni mentre ero ad Assisi per lavoro. Stavo curando la Salomè nella Basilica di San Francesco. Ero immerso nella bellezza, avevo davanti il ciclo di affreschi di Giotto in un’atmosfera di santità. E poi, aprendo i giornali, ho scoperto un mondo di pura volgarità. Un vero incubo”.

Dario Argento, però, non punta il dito contro il mondo del cinema. Ilr egista afferma che non tutti gli addetti ai lavori si comportano così: “Così fanno solo gli sporcaccioni. Questi comportamenti sono indifendibili e imbarazzanti. Ma per fortuna sono in tanti ad agire in maniera rispettosa delle donne. Queste persone non si vergognano davanti a niente. Non si vergognano davanti a un cognome e nemmeno davanti a una ragazzina che sta davanti a loro non per offrirsi, ma per inseguire il suo sogno nel cinema. Si tratta di persone che vivono il sesso in maniera malsana”. 

A ferire il regista sono state le accuse che sta ricevendo la figlia Asia: “Lo trovo davvero surreale e così maledettamente ingiusto. Anche Angelina Jolie, Gwyneth Paltrow e tante altri grandi attrici di Hollywood stanno parlando solamente adesso. Invece di elogiarne il coraggio, come avviene all’estero, qui in Italia sono tutti contro Asia. Per me queste accuse sono incomprensibili e più ci penso più non so come sia possibile arrivare a questo punto. È un’ altra violenza che si aggiunge a violenza”.