L’Inps e le regole della maledetta burocrazia italiana hanno vinto ancora. Steven Babbi è un ragazzo di 22 anni affetto da Sarcoma di Ewing. Convive con questa forma tumorale da quando aveva 11 anni ma non si è mai dato per vinto. Nonostante la malattia ha conseguito il diploma e poi è stato assunto dall’azienda Siropack di Cesenatico. “Abbiamo dato il lavoro a Steven per aiutarlo a combattere la sua battaglia personale”, così hanno riferito i datori di lavoro ai cronisti. Nel marzo scorso Steven si è dovuto sottoporre ad un delicatissimo intervento per la rimozione di un polmone, ed ha iniziato una lunga e dolorosa convalescenza. Ora però l’Inps gli ha azzerato o stipendio, in quanto considera terminati i suoi giorni di malattia. I suoi colleghi hanno lanciato una colletta per aiutarlo e la Direzione dell’azienda ha stabilito che sarà la stess Siropack a provvedere al suo sostentamento.

Ecco il comunicato ufficiale in cui la Siropack rinnova la vicinanza a Steven e chiede una mano:

Amici, chiediamo il vostro aiuto nel sostenere il nostro dipendente Steven Babbi, ragazzo di 22 anni affetto da Sarcoma di Ewing al quale l’INPS ha azzerato lo stipendio, in quanto considera terminati i suoi giorni di malattia.

Se anche voi ritenete ingiusto quanto ha subito, aiutateci a condividere la sua storia, non voltiamoci dall’altra parte!

Comunicato stampa Siropack Italia.

Siropack Italia si schiera a fianco del proprio dipendente Steven Babbi, per il quale l’INPS ha stabilito la sospensione dello stipendio a partire da settembre 2017.
Steven, che tra un mese compirà 22 anni, è un ragazzo che da gran parte della sua vita deve lottare contro una grave malattia.
Sin dall’età di 11 anni infatti è affetto da Sarcoma di Ewing, una forma tumorale che si sviluppa prevalentemente a livello osseo.
Nonostante i lunghi periodi dedicati alle terapie, Steven è riuscito ad ottenere il diploma presso l’Istituto Professionale “U. Comandini” di Cesena e nel febbraio 2016 è stato assunto dall’azienda Siropack Italia S.r.l. di Cesenatico, con la mansione di terminalista.
“Quando il nostro personale è cresciuto, ancor prima che sopraggiungesse l’obbligo di assumere una persona diversamente abile, non abbiamo avuto dubbi a puntare su Steven, nella convinzione che il lavoro potesse dargli un ulteriore stimolo per continuare a combattere la sua battaglia personale – affermano i titolari di Siropack Rocco De Lucia e Barbara Burioli – è un ragazzo infinitamente disponibile e positivo, per questo la sua presenza ha rappresentato, fin dal suo arrivo, un valore aggiunto per tutta l’azienda”.
Purtroppo, nel marzo scorso, l’evolversi della malattia ha costretto Steven a sottoporsi ad un intervento di rimozione di un polmone, dando inizio ad una lunga e delicata convalescenza, tuttora in corso, sotto le cure dell’IEO di Milano e dell’IRST di Meldola, con cui Siropack collabora da ormai 2 anni tramite l’Istituto Oncologico Romagnolo, di cui sostiene vari progetti di ricerca.
In questo contesto, nonostante Steven necessiti di tempo per proseguire il suo percorso di recupero, l’INPS è intervenuta azzerando lo stipendio che Siropack versava regolarmente al proprio dipendente, a partire dalla busta paga di settembre, considerando terminati i giorni di malattia concessi.
“La nostra azienda considera quanto subito da Steven una profonda ingiustizia – commentano Rocco De Lucia e Barbara Burioli – Siamo rimasti commossi dalla sensibilità dei nostri circa 30 dipendenti, che si sono resi subito disponibili al pagamento di una colletta, ma abbiamo stabilito che sarà la proprietà a provvedere al suo sostentamento, là dove gli organi preposti alla tutela dei lavoratori hanno deciso di voltare le spalle a chi si trova nel bisogno”.
Un atto arbitrario e lesivo nei confronti di un ragazzo che sta combattendo contro un tumore e che, come tutti i suoi coetanei, nella quotidianità deve affrontare spese, anche importanti, e progettare il suo futuro.
“Nei periodi in cui il suo stato di salute gli ha permesso di svolgere la propria mansione all’interno della nostra azienda, Steven si è dimostrato un lavoratore volenteroso, nonché un ragazzo umile e generoso – concludono i titolari di Siropack – per questo non possiamo permettere che questa decisione renda ancor più difficile la sua situazione. Agiremo con tutti i mezzi a nostra disposizione per sostenerlo e dimostrargli la nostra vicinanza, ed allo stesso tempo sensibilizzare le autorità competenti affinchè i lavoratori come Steven possano essere trattati con maggiore umanità”.