L’Islam e i suoi rappresentanti stanno invandendo l’Europa in maniera silenziosa e a denunciarlo è un miracolato, sopravvissuto ad Auschwitz. E Noah Klieger non è un nazista, non è un fascista, non è un intollerente, quindi non si può accusarlo di fare facile propaganda sulle spalle dei migranti musulmani che stanno invadendo il nostro Paese ormai da anni, con la complicità dei governi europei che non hanno gli attributi per arginare questa vera e propria invasione. Klieger è uno degli ultimi sopravvissuti ai campi di concentramento nazisti, i luoghi dove l’orrore più assoluto si è concretizzato e ha portato alla morte 6 milione di persone in nome di un’ideologia assurda. Ed è stato lo stesso Klieger, dalle pagine di un autorevole giornale israeliano, a scrivere un editoriale dove ha espresso le sue preoccupazioni riguardo una prossima, futura e probabilmente scontata “pacifica” invasione islamica dell’Europa. Ecco le sue parole:

Continua il sopravvissuto di Auschwitz: “Qual è lo scopo delle varie organizzazioni jihadiste: lo Stato islamico, al Qaeda e altre dilagante in Europa? Il ritorno ad una situazione che esisteva in un passato non così lontano in un certo numero di paesi europei, la loro aspirazione è un’islamizzazione dell’Europa e la rimozione degli eretici”.

“Ma l’Islam non ha necessariamente bisogno di attacchi terroristici mortali per conquistare il continente. Qualsiasi persona intelligente capisce che se i paesi dell’Europa occidentale non si svegliano presto, possono scoprire nei prossimi decenni di avere una popolazione a maggioranza musulmana. Non solo la crescita naturale dei musulmani è molto più alta (alcuni dicono 10 volte superiore) rispetto alla crescita naturale di qualsiasi altro gruppo di popolazione, ma enormi ondate di immigrazione provenienti da paesi musulmani in Africa e Medio Oriente continuano a inondare il continente”.

“Prendete la Gran Bretagna, per esempio. L’Islam è oggi la seconda religione del paese, “Muhammad” nelle sue diverse varianti è uno dei nomi più diffusi, e le comunità musulmane nelle sue grandi città sono in crescita. Alcune città hanno anche quartieri musulmani che sono essenzialmente gestiti come nazioni autonome di fatto. Molti dei milioni di musulmani che vivono nel Regno Unito sono immigrati di seconda e terza generazione. A proposito, in un sondaggio condotto circa un anno fa solo il 44 per cento dei residenti di Londra si è descritto come britannico bianco”.

Termina così il suo accorato appello il sopravvissuto di Auschwitz: “Centinaia di musulmani britannici che hanno combattuto con ISIS in Siria e in Iraq sono tornati in Gran Bretagna di recente. Sono bombe ad orologeria. Come qualcuno che da anni segue attentamente la situazione in Europa, ho spesso ricevuto spiegazioni da diversi esperti che cercano di trovare circostanze attenuanti per i terroristi “interni”, dai “problemi di integrazione” a quelli mentali. A quanto pare non hanno capito che non esiste, e non esisterà mai, giustificazione per il terrorismo – e all’inferno la correttezza politica”.