Dopo 13 anni ci potrebbe essere una nuova clamorosa svolta sul caso Denise Pipitone. Alla trasmissione televisiva Pomeriggio Cinque ieri pomeriggio, sul caso di Denise Pipitone, è stato intervistato Luigi Ripani, comandante dei Ris di Messina. Ripani ha rilasciato delle dichiarazioni importanti in seguito alla riapertura del caso di Denise Pipitone, la bimba scomparsa a Mazara del Vallo l’1 settembre 2004, aggiungendo che questa può essere veramente la svolta sul caso di Denise anche a 13 anni dal tragico destino che ha segnato la vita della ragazza fino ad ora. Ecco le sue parole:

“Questi nuovi accertamenti possono aprire piste importanti, la speranza è questa: che vengano dati elementi che facciano riflettere gli investigatori su quelle impronte. Questo materiale si può analizzare dal punto di vista biologico non solo dattiloscopico e darci l’esito del Dna”. Un esito che dirà agli investigatori se quelle impronte appartengono a Denise e, eventualmente, chiarire in quali posti e con chi è stata la piccola prima di sparire nel nulla”.

Il caso è stato riaperto grazie ad una segnalazione di una fonte anonima che ha consentito agli inquirenti di trovare frammenti di impronta oggi analizzabili tramite il test del Dna.
I nuovi accertamenti, chiesti dall’avvocato Giacomo Frazzitta e da Piera Maggio, madre di Denise, sono scattati infatti dalla segnalazione legata alle impronte, fatta dall’inviata di Mattino Cinque Agnese Virgillitto.

Ecco le dichiarazioni rilasciate alla trasmissione dallo stesso legale. “Agnese Virgillitto ha avuto questa segnalazione da una fonte anonima e noi abbiamo fatto questa richiesta perché abbiamo verificato tra le carte che, effettivamente, potevano essere fatte queste ulteriori analisi”. L’avvocato continua: “La novità è che la Procura della Repubblica sta valutando tutti i frammenti d’impronta che erano stati rilevati all’epoca dei fatti in diversi luoghi che possono essere interessanti sotto il profilo investigativo. Non è stata trovata nessun impronta di manina, in realtà sono state trovate diverse dimensioni di frammenti d’impronta, polpastrelli più o meno grandi ma non è detto che siano di un minore. Per questo bisogna stare molto cauti. E’ un’indagine generalizzata ma è certo che, se dal frammento d’impronta che rilascia sudore e grasso, è possibile trarre, con le tecniche più avanzate di oggi, il dna (ricordo che non abbiamo l’impronta digitale di Denise ma abbiamo il dna) è un passaggio estremamente importante”.