Niccolò Ciatti (foto dal web)

Niccolò Ciatti, era uno dei tanti ragazzi che, dopo aver lavorato un intero anno, si era concesso una vacanza con gli amici. La meta scelta era Lloret de Mar, in Spagna, famosa per il mare e le discoteche. Una vacanza spensierata e tranquilla che si trasforma in tragedia. Durante una normale serata in discoteca, Niccolò Ciatti viene ucciso in discoteca da un gruppo di ceceni che lo massacrano di botte.

Sono passati due mesi da quel tragico 11 agosto e uno degli assassini, fermato dalla polizia spagnola, ha rilasciato parole scioccanti ai microfoni Veronica Ruggeri, inviata de Le Iene.

Veronica Ruggeri ha incontrato Khabiboul Khabatov nella sua casa di Strasburgo dove indossa la stessa maglietta rosa che indossava la sera del pestaggio: 

“Io non mi sento in colpa per quello che è successo. In discoteca non siamo entrati per divertirci ma per parlare di lavoro. Appena entrati siamo passati vicini al gruppo di Niccolò Ciatti e uno di loro ha spinto il piccolo Vandam”. Come raccontano Le Iene, Vandam è il soprannome di soprannome di Rasul Bisultanov, il 24enne che ha sferrato il calcio alla tempia di Niccolò ed è l’unico dei tre fermati che si trova ancora in carcere in Spagna.

Il racconto, poi, continua così: “Niccolò li ha spinti senza un motivo, così Rasul e Niccolò hanno cominciato a picchiarsi. Il mio amico ha cercato di calmarlo ma è stato accerchiato dagli amici di Ciatti. Era solo, si sentiva minacciato e ha iniziato a picchiarli”.

 Khabatov ha confermato che Rasul era sotto effetto di droghe e alcool. Il ceceno, poi, punta il dito contro gli amici di Niccolò:

“quando Niccolò è caduto a terra lo hanno lasciato lì e nessuno si è avvicinato. I suoi amici dovevano intervenire quando è iniziata la rissa. Certo è una tragedia che è una persona sia morta. Quando eravamo in caserma abbiamo pensato che sarebbe stato meglio se fosse morto uno di noi. Adesso sono come uno zombie, non sorrido più, non alzo più lo sguardo, mi limito a guardare per terra”.