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E’ passato un mese dalla notte del 7 settembre quando una normale serata in discoteca con un’amica ha trasformato la vita di una studentessa americana in un incubo.

A distanza di trenta giorni, la 21enne, la ragazza più grande che ha denunciato lo stupro dei due carabinieri subito a Firenze, parla per la prima volta e lo fa attraverso una mail il cui contenuto è stato svelato pubblicato da La Repubblica.

La 21enne era arrivata a Firenze da una settimana per fare un’esperienza di studio all’estero. Dopo la violenza subita e il racconto fatto agli inquirenti, la giovane è tornata negli Stati Uniti, a casa dei genitori. Riprendere a vivere, però, non è facile. Fa fatica ad uscire, non vuole andare all’università e non si fida più di nessuno.

Attraverso una mail diffusa dagli studi dei suoi legali, oltre a D’Alessandro, Floriana De Donno di Napoli e poi Sandro Paterno e Pasquale Maio, di New York, la 21enne descrive così il periodo che sta vivendo in seguito allo stupro:

“È stato un periodo difficile, devastante per la mia famiglia e per me. Con l’assistenza dei medici sto attraversando un doloroso recupero fisico e psicologico” – racconta – “Mentre mi rendo conto che ci sono molte domande in sospeso – prosegue la studentessa – ritengo prudente lasciare che il sistema giudiziario italiano conduca le proprie indagini e abbia il tempo di esaminare le prove. Sono fiduciosa nella giustizia”.

Infine, lancia un messaggio di ringraziamento ai fiorentini: “Vorrei esprimere tutta la mia gratitudine ai fiorentini che hanno dimostrato un incredibile sostegno e si sono espressi contro la violenza sulle donne. Questo ha significato moltissimo per me, dal momento che l’Italia ha un posto speciale nel mio cuore”.