Lucio, il 17enne reo confesso dell’omicidio della 16enne Noemi Durini, potrebbe farla franca. Anna Carbonara, pm del Tribunale dei minori di Lecce, secondo quanto riporta l’Ansa, ha depositato una richiesta di incidente probatorio per effettuare una perizia psichiatrica. Lo scopo è capire se il 17enne, al momento dell’efferato mocidio di Noemi Durini, fosse in grado d’intendere e volere.

Lucio, prima dell’omicidio, era già stato sottoposto al trattamento sanitario obbligatorio. Se la perizia psichiatrica dovesse risultare positiva, gli verrà riconosciuta l’infermità mentale e potrebbe farla franca.

In attesa dei risultati, il 17enne si trova in carcere con l’accusa di omicidio premeditato. Le forze dell’ordine stanno ancora indagando per capire se abbia effettivamente agito da solo o se sia stato aiutato da alcuni complici.

Nei giorni scorsi, è emerso un filmato, registrato dalle telecamere di sorveglianza di una villetta posta nelle vicinanze del luogo in cui è stato ritrovato il corpo senza vita di Noemi che confermerebbe quanto dichiarato dal 17enne ovvero che ha agito da solo.

Gli inquirenti, tuttavia, non escludono ancora nessuna ipotesi. Nel frattempo, Fausto Nicolì, il 48enne, amico in passato della coppia, ai microfoni di Pomeriggio Cinque, ha dichiarato: “Ci sono delle cose che non mi tornano. Penso che ci sia più di una mano su questa situazione, che ha contribuito all’occultamento e anche proprio ad ammazzare Noemi“.

Fausto Nicolì è convinto che la ragazza sia caduta in un tranello: “L’ultimo messaggio inviato dal ragazzo a lei è ‘Scendi un attimo che di devo parlare’ e allora perché la madre – riferendosi alla mamma del fidanzato killer – sostiene che Noemi sia uscita preparata con il con il coltello perché voleva ammazzarli… è tutta una messa in scena preparata. Questa ragazza è uscita a tranello, si è fidata“.