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Nessun processo per direttissima per Guerlin Butungu, il 20enne congolese, accusato di essere il capo del branco che, la notte tra il 26 e il 27 agosto, a Rimini, ha prima stuprato una turista polacca e poi una trans peruviana.

Dopo la confessione di Butungu, il pubblico ministero aveva chiesto il processo per direttissima. L’avvocato che difende il 20enne congolose, si è opposto sostenendo la “non procedibilità per il giudizio in direttissima perché mancherebbero i presupposti di legge”. Secondo la difesa, infatti, quella di Butungu non è da considerarsi una «confessione piena e legittima».

Il tribunale si è riservato in attesa della deposizione da parte del pm dell’interrogatorio del 20enne che dovrà rispondere di dodici capi d’imputazione tra cui violenza sessuale e rapina.