firenze carabinieri

Era il 7 settembre 2017 quando al centralino del 113 arrivò la telefonata di due ragazze che, a Firenze, denunciavano di essere state violentate da due poliziotti.

Quando gli agenti di polizia salgono nell’appartamento delle due studentesse a Firenze, trovano T., 20 anni, la più grande, che piange e C., 19 in stato di choc. Con loro c’erano le altre due studentesse con cui dividevano l’appartamento. Insieme alla polizia arriva anche un interprete messa a disposizione dall’università americana che le due ragazze frequentavano.

Le due ragazze raccontano così di essere state violentate da due poliziotti conosciuti nel locale Flò. Le telecamere di videosorveglianza hanno poi chiarito che non si trattava di poliziotti ma di carabinieri.

In Procura, come riporta La Nazione, il racconto delle due ragazze diventa più dettagliato. La 20enne racconta di aver bevuto e di aver chiesto ai presenti in discoteca aiuto per chiamare un taxi. Uno dei “tanti poliziotti presenti”, però, le ha detto che un collega le avrebbe riaccompagnate a casa.

Alle ore 2.49una gazzella lascia il parcheggio del locale per accompagnare le due studentesse a casa. Come riporta La Nazione – i carabinieri, “uno piuttosto giovane e con fisico atletico, l’altro sui 45-50 anni ed un po’ calvo” entrano con loro nel palazzo.

La 20enne sale a piedi con Marco Camuffo e racconta di aver visto l’amica baciarsi con Costa. Camuffo l’avrebbe spinta contro una finestra e le avrebbe abbassato i pantaloni. La 19enne, inoltre, racconta quanto accaduto in ascensore rivelando di aver perso anche del sangue durante il rapporto.