concorsi truccati

59 persone indagate in totale di cui sette docenti di diritto tributario, titolari in diversi atenei italiani, finiti agli arresti domiciliari e 22 interdetti dalla svolgimento delle funzioni di professore.

Dopo la scoperta choc dello scandalo dei concorsi truccati in numerosi atenei italiani, Il Tempo ha pubblicato anche una serie di intercettazioni truccate da cui emerge la triste realtà dell’università italiana in cui il merito conta sempre meno.

Ecco cosa si legge su Il Tempo.

“Mi sembra modesta, cerca di arricchirla, lavoraci un anno ancora”. “Dopo due mesi gliel’hanno fatta pubblicare, poi si è messa a sco…e con P.B. ed è diventata meritevole“.

“L’idea è quella di fare la prova di resistenza, cioè di dire se voi volete questi noi vogliamo questi e se non ci date questi non vi diamo quelli e non passa nessuno. Punto”.

E ancora: “Tu sai che abbiamo sempre rispettato una regola, la quale diceva che quando c’erano delle opportunità o delle scorciatoie da cogliere, esse venivano colte nell’interesse dei nostri”.

Ma non finisce qui. “Il telefono è meglio abbandonarlo (…) perché non si sa mai, però insomma, con quello che sta succedendo, che è successo attorno ai concorso. Non penso che il giorno dopo in cui viene estratto, subito mettano di default il tuo telefono sotto controllo. Sarebbe, come dire, una cosa eccessiva, però..”.

E ancora: “Se dobbiamo parlare ci certe cose mi raccomando, solo su Skype..è meglio essere prudenti”. “Se qualcuno un domani chiede l’ accesso agli atti non possa andare a vedere tutta l’evoluzione”.